Proteste
E le perdite salgono a 1,4 miliardi
PRATO. La Banca popolare di Vicenza ha chiuso il 2015 con una perdita di 1,4 miliardi di euro, in aumento rispetto al "rosso" di 497 milioni del 2014. Sui conti, si legge in una nota diffusa dall'isti...
PRATO. La Banca popolare di Vicenza ha chiuso il 2015 con una perdita di 1,4 miliardi di euro, in aumento rispetto al "rosso" di 497 milioni del 2014. Sui conti, si legge in una nota diffusa dall'istituto di credito, hanno pesato accantonamenti e rettifiche per oltre 2,3 miliardi, la maggior parte dei quali (1.333 milioni) rappresentati da perdite su crediti e da accantonamenti al fondo rischi e oneri (513 milioni). L'aumento delle perdite, salite di 350 milioni rispetto a giugno, deriva in gran parte da riclassificazioni del capitale finanziato dall'istituto.
Crolla nel 2015 la raccolta della Popolare. La raccolta totale del gruppo è scesa nel corso del 2015 da 45,3 a 36,5 miliardi (-8,8 miliardi, in calo del 19,4%) rispetto a fine 2014, con un calo ancora più sostenuto di quella diretta (scesa del 23,3% a 21,9 miliardi). "La riduzione della raccolta diretta - spiega la banca - va posta in relazione a fenomeni che hanno interessato la Banca in corrispondenza" delle perquisizioni della Guardia di Finanza a settembre e dell'approvazione del decreto salva banche a dicembre.
Nonostante questi numeri poco incoraggianti, la Popolare di Vicenza ha aggiornato il piano industriale al 2020 confermando l'obiettivo di un utile superiore ai 200 milioni al 2018 e di 300 milioni al 2020. Tuttavia il nuovo piano "presenta volumi intermediati inferiori a quelli precedentemente approvati" a causa dello "scostamento tra l'uscita 2015 effettiva e quella ipotizzata".
L'aggiornamento delle proiezioni economiche evidenzia un livello inferiore di proventi operativi (-65 milioni al 2020), per lo più derivanti da una più contenuta crescita del margine di interesse, che secondo l’istituto sarà però in buona parte compensata da minori oneri operativi (-43 milioni al 2020) grazie a interventi più incisivi di contenimento dei costi. Infine il nuovo piano presenta maggiori rettifiche su crediti per 24 milioni nel 2020, con un costo del credito che passa da 0,60% a 0,70% nel 2020.
Domani pomeriggio il direttore generale Francesco Iorio illustrerà le cifre ai soci pratesi nel corso di un’assemblea al Politeama.
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