Il dolore
Bpvi, super assemblea tra direttore generale Francesco Iorio e soci al Politeama
Prato, l'amministatore delegato ribadirà la richiesta di fiducia e inviterà gli azionisti a partecipare alla ricapitalizzazione di un miliardo e mezzo di euro
PRATO. Il Politeama non riuscirà a contenere gli oltre 5.000 soci pratesi della Banca Popolare di Vicenza che alle 18 di giovedì 11 febbraio incontreranno il direttore generale Francesco Iorio nell’assemblea pubblica, un appuntamento annunciato e atteso, tra gli ultimi del lungo tour organizzato in Italia dal dg per affrontare coralmente i tanti nodi che attendono il futuro dell’istituto.
Un copione ormai conosciuto: Iorio chiederà un’altra volta ai soci di avere fiducia nella banca ma chiederà loro anche altri soldi: di sottoscrivere cioè l’aumento di capitale di un miliardo e mezzo che sarà votato dall’assemblea il 5 marzo prossimo con l’approvazione dell’ingresso in borsa. Una ricapitalizzazione più urgente che mai viste le perdite “precipitate” a un miliardo e 400.000 milioni (contro i 497 milioni del 2014), salite di 350 milioni da giugno e con il crollo della raccolta.
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Numeri che fanno sorgere qualche perplessità tra i soci pratesi. La domanda è semplice: l’aumento di capitale servirà per rendere nuovamente operativa la banca o per coprire quel miliardo di capitali andati ad autofinanziare, in maniera impropria, l’acquisto di azioni da parte di soci piccoli e grandi che con muti e affidamenti si sono trovati, nel portafoglio azioni, pacchetti Bpvi ottenuti però col denaro dell’istituto?
Sia come sia, la banca nella ricapitalizzazione - atteso il prospetto nel quale verrà spiegato come avverrà l’aumento -punta a raccogliere 300 milioni dai privati, altri 300 dai grandi investitori. Ne mancherebbero 900 che comunque avrebbero la copertura del gruppo Unicredit che ha garantito di rilevare le quote inoptate. In parole semplice: metterà ciò che manca per arrivare al miliardo e mezzo.
BANCA D'ITALIA: SETTE ISPEZIONI TANTE IRREGOLARITA'
Questioni che il dg Iorio ha affrontato in una “faccia a faccia”, il primo febbraio scorso, con l’Associazione nazionale azionisti Bpvi alla quale hanno partecipato anche Bruno Caparrotti e l’avvocato Luca Pilacci in rappresentanza del comitato azionisti di Prato che ha imboccato la strada del contenzioso (sono ormai una trentina). Confronto nel quale Iorio ha fatto presente che le azioni legali servono a indebolire ulteriormente la banca: «Più cause avremo - ha detto - meno varrà Bpvi». Affermazione alla quale è stato riposto che «è difficile chiedere fiducia a persone che si sono viste svalutare i risparmi di una vita o che sono sono chiamate a rintrare per acquisti di azioni importanti ma non decise autonomamente».
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Il valore delle azioni Bpvi è un altro capitolo delicatissimo e che non avrà un “lieto fine” dopo il taglio netto dell’aprile scorso che portò i titoli da 62 a 48 euro. Lo ha ribadito il presidente dell’Associazione nazionale azionisti Bpvi, l’avvocato Renato Bertella, al termine dell’incontro con il dg: «La quotazione in borsa avrà come conseguenza una drastica riduzione del valore dei titoli, riducendo ancora e drammaticamente il valore del capitale detenuto dei 117.000 soci della Popolare di Vicenza».
La verità è che ancora nessuno sa quanto potranno valore le azioni Bpvi una volta che sarà il mercato a decidere. Gli analisti finanziari, nell’ottobre scorso e sull base dei valori del bilancio al 30 giugno, indicarono la cifra di 10 euro. Ma potrebbe diventare addirittura inferiore.
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