Sicurezza
La protesta dei lavoratori di Panorama
Adesione del 90% allo sciopero contro tagli e trasferimenti ma i sindacati annunciano altre 45 ore di astensione dal lavoro
PRATO. Allo sciopero indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil e Usb (Unione sindacale base) contro l'annuncio di Panoroma spa di 45 esuberi, nel supermercato dei Gigli, gli organizzatori hanno stimato un' adesione del 90%. I contratti a rischio sono 19 a tempo pieno e i restati a part time, su un totale di 145 dipendenti. La proprietà, in alternativa al licenziamento, offre il trasferimento dei lavoratori a Genova, Roma e Torino, chiede l'inserimento del lavoro domenicale nei contratti par-time e il raddoppio della solidarietà (fino a maggio prevede una riduzione del 12,50% ovvero 5 ore sui contratti full time). Il 10 febbraio una delegazione dei dipendenti sarà ricevuta dall'assessore regionale al lavoro e alle attività produttive Gianfranco Simoncini, mentre un nuovo incontro con la proprietà è previsto per il 16 febbraio. «La massiccia adesione dei lavoratori allo sciopero – ha spiegato Silvia Sarno Rsa Filcams Cgil – ci rende più forti in occasione del prossimo appuntamento dove chiederemo innanzitutto che venga ritirata la proposta del trasferimento. C'è bisogno di toni più distesi e di maggiori investimenti sul personale. Cosa che non avviene: da un giorno all' altro, tanto per fare un esempio, il responsabili del bazar è stato trasferito al forno. Senza nessuna formazione adeguata anche la qualità del servizio diventa più difficile da offrire».
Secondo i dipendenti l'azienda, che ha già ridotto gli spazi di vendita, vuole puntare esclusivamente sul reparto del fresco a discapito di tutto il resto. Da diversi anni il fatturato del punto vendita è in calo, nonostante il trend positivo di clienti per I Gigli. «Eppure - precisa Sarno - la società è solida, paga gli utili, ma la bassa produttività di questo supermercato viene fatta pagare a noi lavoratori». Se anche i dipendenti del part time accettassero l'introduzione del lavoro domenicale gli esuberi resterebbero comunque 31.
«Assistiamo continuamente a una riduzione dello spazio vendita- spiega Giuseppe Viviano Fisascat Cisl – manca completamente una politica di marketing per rilanciare questo supermercato. Chiedono un trasferimento fuori regione, ma la maggior parte dei dipendenti sono donne che hanno il part time e una famiglia». All' interno del punto vendita, intorno alle 11 alcune casse erano funzionati, qualche dipendente sospetta che siano stati chiamati rinforzi da altre regioni. «Sono aperte tre procedure di mobilità – spiega Andrea Parretti rsa Usb – e abbiamo la solidarietà fino a maggio. La richiesta di introdurre il lavoro domenicale per i contratti part time, che quindi dovrebbero essere rifirmati, è assurda. Siamo assolutamente contrari a questa proposta. Insieme alle altre sigle sindacali indiremo altre ore di sciopero: saranno in totale 45, come gli esuberi».
Alessandra Agrati
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
