Il Tirreno

Prato

Vaccini finiti in farmacia: esclusi gli ultra 45enni

di Alessandra Agrati
Vaccini finiti in farmacia: esclusi gli ultra 45enni

Le strutture sia private sia comunali non saranno rifornite prima di fine mese. Chi è nella fascia 11-45 anni può rivolgersi all’Asl e ai medici ma i tempi sono lunghi

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PRATO. Emergenza vaccini. Fino a fine febbraio non saranno disponibili in nessuna farmacia, né privata né comunale, mentre per essere vaccinati all' interno di una struttura Asl bisogna, come minimo, aspettare i primi di marzo. Nei distretti periferici le liste di attesa si allungano fino ad aprile. Quindi, sia che si decida di affidarsi al servizio dell' Asl, sia che si opti per la soluzione privata nonpare possibile proteggersi in queste settimane dalla meningite. Il costo. Una dose di vaccino costa 96,92 euro, mentre se si va direttamente dal proprio medico curante (se ha aderito alla campagna di vaccinazione), il prezzo scende a 58,17 (il bollettino è disponibile nella sede di via Lavarone e non serve la prescrizione medica). Dopo il caso dell' anziano colpito da meningite, le farmacie e i numeri per le prenotazioni sono stati presi nuovamente d'assalto. «Ci troviamo in una situazione di emergenza – ha sottolineato Susanna Ricci responsabile del dipartimento di prevenzione – è stato autorizzato l' arrivo di nuovo personale, ma formalmente, per una procedura burocratica a cui non possiamo sottrarci, dobbiamo aspettare ancora qualche giorno prima della presa di servizio. Speriamo che la situazione si sblocchi entro la prossima settimana».

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Intanto, visto il numero elevato di richieste per effettuare il vaccino, sono state riaperte le liste. «Con l'arrivo del nuovo personale, in forza fino a giugno, – continua Ricci – dovremmo riuscire a vaccinare un numero più elevato di persone. Per ora abbiamo dosi sufficienti».

La Regione. L'assessore regionale alla sanità Stefania Saccardi, a questo proposito, assicura che le scorte non verranno meno. «I vaccini contro il meningococco C saranno disponibili per tutti i cittadini che ne faranno richiesta. Siamo in costante contatto con l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, per reperire quante più dosi di vaccino possibile. Al momento le dosi distribuite alle Asl sono sufficienti, e continueranno ad esserlo anche nei prossimi mesi. La Regione ha battuto tutte le strade, tanto che in stretta collaborazione con Aifa ha importato anche confezioni estere di vaccino, con un grosso impegno finanziario».

Farmacie. La scena si ripete ovunque: alla richiesta di ritirare una dose di vaccino , la risposta è che non ci sono fiale a disposizione. Nessuno dei magazzini è rifornito, è possibile inoltrare l'ordine, ma non si sa quando sarà evaso. Per questo, alcune farmacie, non accettano neppure le liste di prenotazione. Gli ultimi vaccini sono stati venduti alle fine di gennaio, quindi mancano da quasi una settimana, i farmacisti non hanno potuto far fronte al picco di richieste che, puntualmente, si è verificato fra giovedì e venerdì dopo la notizia del secondo caso di meningite in città. Qualche difficoltà anche nell' organizzare la distribuzione della profilassi antibiotica che prevede una sola dose, ma nella confezione ce ne sono cinque. Per evitare sprechi e possibili carenze in futuro i farmacisti chiedono, quando è possibile, di organizzarsi in gruppi da cinque persone.

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Vaccini gratuiti. Sono somministrati alla popolazione con un'età compresa fra gli 11 e i 45 anni. Per farlo si può prenotare ai numeri 0574 8590/1/2/3, armandosi di molta pazienza, oppure recarsi direttamente dal medico curante, se ha aderito alla campagna vaccini. In questo caso sarà lo stesso dottore a procurarsi il vaccino tramite la farmacia interna dell'ospedale. Questa soluzione è stata pensata per cercare di snellire l'attività del dipartimento. Se da una parte si chiede alla popolazione di vaccinarsi per cercare di limitare il contagio, dall'altra l'Asl non è ancora in grado di fare fronte in modo tempestivo a tutte le richieste. «Stiamo cercando di organizzarci- continua Ricci – ma non è semplice, lavoriamo in fase di emergenza e il personale è limitato. Spesso dobbiamo anche richiamarlo in servizio».

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