La protesta
Rubano macchinari nel capannone della famiglia Rocchi, arrestati
Due cinesi di trent'anni sono finiti in manette dopo essere stati scoperti dai carabinieri in via Roma a Prato. La refurtiva era già stata caricata su un furgone risultato anche quello provento di furto
PRATO. Avevano già caricato sul furgone, per altro anche quello rubato, sei macchine da cucire razziate da un'azienda messa sotto sequestro dopo un controllo interforze. Sono però stati visti da una pattuglia di carabinieri durante un giro di controllo e, dopo un breve inseguimento, sono stati bloccati e arrestati. Due cinesi, entrambi trentenni, già ampiamenti conosciuti dalle forze dell'ordine, devono rispondere di ricettazione, violazione dei sigilli e tentato furto aggravato.
E così sale a otto il numero dei ladri finiti in manette a opera dei militari nell'arco di cinque giorni. Il blitz è avvenuto nella notte tra giovedì 4 e venerdì 5 febbraio in via Roma all'altezza del civico 333 dove ha sede un'ex attività cinese chiusa nelle scorse settimane per uso di mano d'opera clandestina e violazione della legge sulla sicurezza nei posti di lavoro. I carabinieri hanno notato un furgone parcheggiato davanti alla ditta sequestrata e un uomo che non appena vista la Gazzella, ha tentato di nascondersi proprio dentro il mezzo.
In quel momento dalla ditta cinese (l'immobile è di proprietà di Rossano Rocchi, il dirigente del Comune) è uscito il complice che alla vista delle divise ha cercato di scappare ma è stato bloccato e ammanettato dopo poche decine di metri. I due ladri, dopo avere staccato i sigilli della porta d'ingresso dell'azienda, avevano già caricato sopra il mezzo (poi sequestrato) sei macchine da cucire.
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