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Prato

Nuovi distretti e tanti soldi

Nuovi distretti e tanti soldi

Morello: «Rafforzare il territorio ma l’ospedale sarà sempre più per acuti»

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PRATO. E' stato nominato in giugno e ha iniziato a essere operativo il settembre. Paolo Morello è il direttore generale della cosidetta "Aslona" quella che smisterà, unificherà e razionalizzera i servizi sanitari nell'area vasta di Prato, Firenze e Pistoia. E tocca a Morello spiegare quale utilizzo verrà fatto dei tre milioni e mezzo di euro che la Regione Toscana ha stanziato (era il 2013) per Prato, ma che sono restati in cassaforte. Non per molto, è la speranza.

«Il primo impiego dei fondi - spiega Morello - andrà a implementare il numero dei posti letto per degenze ospedaliere. Non al Santo Stefano ma nella casa di cura Villa Fiorita». Progetto non nuovo ma che è già partito con una serie di interventi di adeguamento nella casa di cura convenzionata. «Tra un mese e mezzo - prosegue Morello - i venti posti letto in più saranno utilizzabili e serviranno a diminuire i ricoveri nel presidio di Galciana». Ma siccome l'obiettivo primario è fornire il territorio di servizi - una corsa contro il tempo per correggere i problemi creati dal "peccato originale": aver costruito un ospedale per acuti prima di aver attrezzato il territorio con le strutture per i pazienti dimessi ma non ancora guariti o per quelli che non necessitano di ricovero in ospedale - l'investimento "forte" riguarderà due nuovi distretti sanitari: uno a San Paolo e l'altro a Vernio. «Per il primo - prosegue il direttore generale - l'Asl pubblicherà presto un bando con il quale cercherà una struttura privata da trasformare in distretto». La volontà è quella di risistemare un edificio già esistente attraverso una convenzione particolare con il privato: «Che dovrà provvedere ai lavori di trasformazione che saranno a suo carico - spiega Morello - investimento che però troverà compensazione con gli affitti che l'Asl pagherà». Se l'immobile non verrà trovato l'Asl è comunque intenzionata a costruire un distretto nuovo. «Ovvio che in questo caso - precisa Morello - i tre milioni e mezzo non basteranno e l'Asl si farà carico degli ulteriori costi». La metodologia di reperimento dell'immobile di Vernio è il sindaco Giovanni Morganti a spiegarla: «Anche noi faremo un bando, nell’arco di una decina di giorni, in cerca di un privato in grado di realizzare la struttura su un un appezzamento di terreno pubblico. Oltre alle funzioni sanitarie, il distretto avrà anche destinazioni d’uso commerciali e per terziario-ufficio».Messi in cantiere i distretti si procederà con un "passo doppio" sul fronte delle quote sanitarie: «Decisamente sottostimate e da aumentare» secondo Ilaria Bugetti, consigliera regionale, la cui linea pare pienamente condivisa da Morello. Tanto che una parte importante dei tre milioni e mezzo verrà utilizzata proprio per acquistare nuove quote sanitarie e parallelamente riorganizzare dodici posti letto da reperire nella rsa del territorio da destinare a pazienti ospedalieri. «Si tratta di una riserva di posti letto importante - continua Morello - che può ulteriormente sollevare il Santo Stefano. Tanto più che nelle rsa è già garantita l' assistenza anche nelle ore notturne». C'è poi la questione "pronto soccorso", preso d'assolto da oltre 98.000 persone l'anno. Per diminuire gli accessi, nelle strategie regionali, devono poderosamente entrare in campo di medici di base. O meglio le aggregazioni funzionali territoriali (Aft) dei medici di base (sorte di poliambulatori) che esistono già da un paio di anni ma che sono rimaste sulla carta. «Il progetto - spiega il direttore generale - è di attivare le aggregazioni di medici di base, con il supporto dell'Asl, per garantire prestazioni diagnostiche e specialistiche tali da riuscire, nei casi meno gravi, a dare un supporto effettivo all'attività del pronto soccorso». Il paziente cioè invece di cercare aiuto in ospedale potrà scegliere lo studio medico più vicino. Il combinato disposto tra l'attività delle Aft e l'ampliamento del pronto soccorso con 23 nuovi punti visita (progetto da 500mila euro che finanzia la Regione e che dovrebbe partire a fine febbraio), sulla carta dovrebbe dare respiro all'attività, spesso frenetica, del pronto soccorso. Morello, infine, ha annunciato durante il suo intervento in consiglio comunale che la sede del dipartimento di prevenzione della Usl Toscana centro sarà a Prato.

Cristina Orsini

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