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Alunno minacciato Dietro c’è il “fumo”

Alunno minacciato Dietro c’è il “fumo”

PRATO. Il problema della droga varca i cancelli dell’istituto professionale e tecnico “Datini”. E il caso vuole che ciò sia accaduto un’ora prima dell’inizio dell’assemblea studentesca sulla...

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PRATO. Il problema della droga varca i cancelli dell’istituto professionale e tecnico “Datini”. E il caso vuole che ciò sia accaduto un’ora prima dell’inizio dell’assemblea studentesca sulla tossicodipendenza voluta dai ragazzi all’indomani del servizio televisivo de “Le Iene”, quello andato in onda domenica sera su Italia Uno e che da tre giorni sta facendo discutere la città e ha infiammato la polemica tra le forze politiche.

Intorno alle 10 di ieri mattina un ragazzo di 15 anni che si trovava all’interno del cortile dell’istituto alberghiero per trascorrere l’ora di religione (sono oltre 500 gli alunni del “Datini” che non fanno lezione di religione e possono quindi entrare e uscire, motivo per cui i cancelli vengono aperti), è stato avvicinato da un estraneo che si è intrufolato all’interno della scuola minacciando lo studente dell’istituto di via di Reggiana con un coltello.

Ma la sicurezza non è certo il tallone d’Achille del “Datini” che è circondato da ben dodici telecamere (la tredicesima sarà installata prossimamente). «Un estraneo ha tentato di eludere i sistemi di videosorveglianza - racconta il dirigente scolastico Daniele Santagati - ma è stato subito individuato e denunciato, a dimostrazione di quanto il “Datini” sia una scuola efficiente».

Una volante della polizia ha subito raggiunto l’istituto, acquisendo le immagini delle telecamere per identificare il giovane armato di coltello che si è poi dileguato. Discordanti le versioni sulla nazionalità dell’aggressore: mentre la polizia ritiene che possa trattarsi di un ventenne di origine nordafricana, secondo la scuola l'aggressore sarebbe stato un sedicenne di origine sudamericana.

Fatto sta che all’origine del contendere, a quanto pare, le confidenze che lo studente del “Datini” avrebbe fatto al padre su uno spinello fumato, scatenando così la reazione del giovane che gli avrebbe venduto la droga, indispettito per questo coinvolgimento.

Ma secondo un’altra versione – quella che circolava fra i ragazzi riuniti in assemblea nell'auditorium – il ragazzo minacciato non avrebbe pagato chi lo aveva rifornito di droga, forse hashish o marijuana.

In passato l'istituto “Datini” veniva additato come realtà “a rischio” per la diffusione di sostanze stupefacenti tra i banchi. Ma questa è storia vecchia. Parola di preside.

«Da quando abbiamo installato le telecamere gli spacciatori non si sono più fatti vedere da queste parti». E nel frattempo anche il professionale "Marconi", l'altro istituto guidato da Santagati, a breve sarà dotato di un sistema di videosorveglianza. Questo dovrebbe scoraggiare gli spacciatori dal frequentare la zona, almeno all’interno dei piazzali delle scuole. (mar.la.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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