Il Tirreno

Prato

Un nuovo hospice nel vecchio ospedale

Cristina Orsini
Il taglio del nastro del nuovo reparto di cure intermedie negli ex Infettivi (foto Batavia)
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Il taglio del nastro del nuovo reparto di cure intermedie negli ex Infettivi (foto Batavia)

Prato, inaugurati nella palazzina degli ex Infettivi in via Cavour i nuovi 12 posti letto per cure intermedie e per degenze di medicina generale. Parte il risiko per reperire servizi: permuta tra Comune e Asl, la salute mentale in viale della Repubblica 

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PRATO. I posti letto per le cure intermedie salgono da 12 a 24. Con la possibilità, per i medici di base, di inviare pazienti con situazioni patologiche serie, in alternativa all’ospedale. Le stanze al primo piano della palazzina degli ex Infettivi (area vecchio ospedale) sono state inaugurate oggi, giovedì 4 febbraio, alla presenza di tutti i “big” della sanità e non solo: dal sindaco Matteo Biffoni, al vescovo Franco Agostinelli che al termine del tour ha benedetto gli ambienti, passando per  i consiglieri regionali Pd Nicola Ciolini (componente della commissione sanità) e Ilaria Bugetti, all’assessore al Sociale Luigi Biancalani, al presidente della Società della Salute Miche Mezzacappa  senza dimenticare il “padrone di casa”, il direttore generale della super Asl Toscana centro (Prato, Firenze, Pistoia) Paolo Morello. Che ha ben presenti le criticità della sanità a Prato.

“Rafforzare le cure intermedie – spiega Morello – è solo il primo passo di una strategia che punta ad attrezzare il territorio con più strutture per decongestionare i ricoveri in ospedale il cui modello, per acuti,  va benissimo e semmai deve essere rafforzato”.

Dodici nuove stanze con letti singoli o a due letti e con bagno in ogni camera, personale infermieristico e medico per l’assistenza. Così funzionerà il presidio di via Cavour. “L’aspetto particolare – prosegue il direttore generale dell’"Asl Toscana Centro – è che in caso di necessità i posti letto potranno essere utilizzati anche dai pazienti inviati dai medici di base nei casi più gravi, evitando il ricovero al Santo Stefano. Si tratta inoltre di una strada che ci consente di implementare le camere del santo Stefano destinate ai pazienti chirurgici”.

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  “Da qui cominciamo per proseguire nella strada che ci porterà a risolvere i problemi, ormai datati, della sanità di Prato” . Ne è convinto il sindaco Matteo Biffoni che con la Regione  ha avviato un ragionamento che riguarda anche l’utilizzo di una parte dei fondi che il Comune versa all’ente per il pagamento dell’acquisto dell’area Misericordia e Dolce come contributo sull’investimento fatto per la costruzione del Santo Stefano.

‘’Il Comune punta ad avere servizi sanitari – afferma Biffoni – per questo la Regione è d’accordo a discutere sul fatto di utilizzare una parte dei 12 milioni che Comune e Provincia verseranno nella casse regionali per attrezzare una parte degli immobili del vecchio ospedale con strutture di servizio ai cittadini”.

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Un risiko complesso: in una parte degli immobili che resteranno di proprietà Asl nel complesso del vecchio ospedale (circa 9.000 metri quadrati), verrà realizzato il nuovo hospice visto che la struttura Rosa Giorgi, in via Cavour, di proprietà dell’Asl, che ospita anche dieci pazienti in rsa, “per questioni  di accreditamento – spiega Mezzacappa -  cioè di necessità di interventi molto importanti per adeguare la struttura, verrà dismessa”.

La palazzina di via Cavour, situata all’interno dell’area che verrà trasformata in parco urbano, verrà ceduta in permuta al Comune  che a sua volta darà all’Asl un appartamento in viale della Repubblica che oggi ospita uffici pubblici, “dove – spiega l’assessore Biancalani – troveranno posto la salute mentale di via Torino 38 e la formazione. In questo modo – conclude l'assessore – l’Asl cesserà di pagare l’affitto per una struttura anche inadeguata”.

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Con la chiusura della Rsa nella Rosa Giorgi sarà necessario trovare una sistemazione anche per gli anziani non autosufficienti: “In questo caso – afferma Ciolini – chiederemo nuovi accreditamenti nelle rsa del territorio”. Ed è il consigliere regionale, componente della commissione sanità, a fare una valutazione politica: “Il nostro obiettivo è risolvere una volta per tutte le annose questioni della sanità di Prato. Soluzioni che oggi sono possibili grazie ai rapporti di collaborazione e scambio che abbiamo avviato con la Regione. La volontà politica di superare le criticità c’è e la dimostrazione sta nella disponibilità del direttore generale e dell’assessore regionale Stefania Saccardi che il 12 febbraio sarà qui a Prato”

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