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Prato

Sindacati critici «Ospedale piccolo e poco personale»

Sindacati critici «Ospedale piccolo e poco personale»

Cesario: «Villa Fiorita non è attrezzata per la rianimazione» Pancini (Cgil): «Bisogna investire in strutture alternative»

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PRATO. A soli trentasei mesi dall' inaugurazione, l'ospedale Santo Stefano verrà ristrutturato: 3milioni e mezzo di euro a cui si aggiungeranno 500 mila per il pronto soccorso. Intanto l'azienda sanitaria cerca di trovare spazi per le cure a bassa intensità di cura. Oggi saranno inaugurati i nuovi letti, diventeranno ventiquattro, nella palazzina ovest del Misericordia e Dolce che prevedono anche ricoveri su richiesta dei medici di medicina generale. Tra i progetti a breve termine dodici posti ricavati all' interno delle Rsa e venti a Villa Fiorita per i pazienti del pronto soccorso. Un piano che non convince i sindacati e il presidente del tribunale del malato Roberto Baldi che, però, conferma la presenza di eccellenze in alcuni reparti e di un' alta professionalità del personale. Ma non sono le uniche criticità. Il nuovo ospedale è piccolo, il personale insufficiente, le liste d'attesa per le prestazioni diagnostiche e specialistiche, spesso superano i giorni previsti dalla stessa Regione Toscana. Cure intermedie. «Il rapporto dodici pazienti-un infermiere era fattibile – spiega Roberto Cesario coordinatore del Nursind, il sindacato degli infermieri- ma con il raddoppio abbiamo chiesto all' azienda ospedaliera di fare altrettanto con il personale. Siamo in trattativa dovremmo avere una risposta per i primi di marzo». Anche Roberto Baldi è perplesso. «I nuovi posti letto saranno collocati in un altro corridoio rispetto a quello attuale, questa logistica non è pensata per ottimizzare e rendere di qualità il servizio. Inoltre all' ingresso non sono state posizionate, come avevo richiesto, le protezioni per la pioggia: i malati devono percorre un tratto esposto alle intemperie». Soddisfatto invece Alessandro Benelli, segretario del sindacato medici di medicina generale, che vede in questo percorso un passo avanti verso la prossimità dei servizi sul territorio. «La struttura sarà gestita in collaborazione con i medici di medicina generale ed è prevista anche la figura di un dottore. Avremo posti dedicati a chi proviene dal Santo Stefano, ma anche ai pazienti non ricoverati che hanno bisogno di un percorso ospedaliero. Siamo in trattativa con l'azienda per avere ancora più posti a disposizione». La nuova capienza della struttura, secondo Michele Mezzacappa direttore della società della salute, andrà a regime entro la fine di febbraio e avrà personale sufficiente per garantire la qualità del servizio. Problemi pure a Villa Fiorita. «Con questa scelta- spiega Cesario – si va verso una sanità privata, inoltre la casa di cura non è attrezzata con la rianimazione. Siamo contrari a questa politica e chiediamo di riaprire alcuni reparti del Misericordia e Dolce». Anche la soluzione di ritagliare all' interno delle Rsa nuovi posti letto per le cure intermedie suscita perplessità. «Si rischia di aumentare la lista di attesa degli anziani che chiedono di essere ricoverati – spiega Lorenzo Pancini della Funzione Pubblica Sanità Cgil- servono posti, ma non possono essere trovati a discapito di altre categorie. Bisogna tornare a investire in strutture alternative all' ospedale penso anche alle aggregazioni di medici e alla presa in carico da parte dei medici di famiglia di paziente con patologie specifiche, come il diabete, per non gravare sul Santo Stefano». Pancini chiede di investire per abbattere le lunghe liste di attese per le prestazioni specialistiche e diagnostiche. «Spesso le strutture private sono molto più competitive di quelle pubbliche, che hanno tariffe e tempi fuori mercato». Personale. La mancanza di infermieri è ormai diventata il tormentone della sanità pratese. Lo conferma Massimo Cataldo della Cisl che, oltre a tornare a chiedere la stabilizzazione del personale per non perdere le professionalità prevede le solite difficoltà durante l'estate, ma anche Cesario. «Al pronto soccorso sono aumentate le ore del turno notturno per recepire una norma europea- spiega il coordinatore del Nursind- inoltre l'azienda ha escluso dagli scatti di anzianità 500 persone. Per loro non si sono trovati i fondi, a differenza di quanto avviene per i dirigenti. Il criterio di scelta si è basato su una valutazione del lavoro svolto: alcuni infermieri con una valutazione positiva al 90% e con 30 anni di anzianità non hanno avuto diritto all' aumento salariale». Struttura ospedale. Che fosse piccolo ormai è noto, ma nonostante le varie segnalazioni continua a restare alcune criticità: il parcheggio per il personale è insufficiente, la camera calda, cioè quella dove arrivano le ambulanze, è invece una ghiacciaia, manca un posto di polizia e l'impianto di aria condizionata non garantisce un microclima adeguato.

Alessandra Agrati

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