Sicurezza
Maltrattamenti a Nuti, revocato il divieto all'ex badante
Iason Shavgulidze è stato interrogato dal sostituto Antonio Sangermano e ha dato la sua versione. Il gip, su richiesta della Procura, ha revocato la misura cautelare che obbligava il georgiano a non avvicinarsi all'abitazione dell'attore
PRATO. Il giudice per le indagini preliminari Francesco Pallini, su richiesta del sostituto procuratore Antonio Sangermano, ha disposto la revoca della misura cautelare nei confronti di Iason Shavgulidze, il badante georgiano di 38 anni accusato di maltrattamenti e lesioni nei confronti di Francesco Nuti. La misura consisteva nel divieto di avvicinamento all’attore e alla sua abitazione di Narnali. Il provvedimento era stato notificato a Shavgulidze lo scorso 28 gennaio al suo rientro in Italia dopo un periodo di vacanza. Difeso dall’avvocato Silvia Nesti, il georgiano è stato interrogato martedì 2 febbraio dal sostituto Sangermano, titolare delle indagini insieme alla collega Valentina Cosci, e ha potuto dare la sua versione dei fatti.
Rispondendo alle domande del magistrato, avrebbe protestato la sua innocenza e ha detto che non si spiega perché il suo sostituto Patrick, un giovane originario del Burundi, lo abbia accusato di aver maltrattato Francesco Nuti. Nel corso dell’interrogatorio sarebbe entrato anche nei dettagli delle accuse che gli vengono mosse. Per quanto riguarda il mancato igiene dei denti del suo assistito, ha detto che ci sono stati problemi con una protesi. Quanto alle accuse più gravi, gli schiaffi dati a Nuti, Shavgulidze ha detto che avrebbe praticato su Nuti delle manovre che ha imparato da una fisioterapista. Una manovra che serve, ha aggiunto, per favorire la deglutizione e che prevede la pressione sulla trachea. Durante le manovre potrebbe aver lasciato dei segni.
Sul piatto dell’accusa, oltre alle dichiarazioni del sostituto badante, restano comunque quei due biglietti scritti con grafia incerta da Francesco Nuti. Nel primo, consegnato ai volontari dell’Anffas, c’è scritto “Alza le mani me, pericolo”. Nel secondo, scritto davanti al sostituto Sangermano quando Nuti è stato sentito in Procura, c’è scritto “Tante volte”, evidentemente in risposta alla domanda del magistrato sulle botte ricevute. Il fatto che poi il giudice per le indagini preliminari, dopo aver sentito il parere della Procura, abbia revocato la misura cautelare nei confronti del badante non significa che la Procura abbia cambiato idea su quello che potrebbe essere successo nella casa di Francesco Nuti. Semplicemente sarebbero venute meno le esigenze cautelari: non ci sarebbe più il rischio di reiterazione del reato. Il badante è stato licenziato e avrebbe promesso di non dare fastidio all’attore.
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