Il Tirreno

Prato

Riscossi quasi 5 milioni dai blitz

Riscossi quasi 5 milioni dai blitz

Sono i soldi pagati dalle aziende cinesi trovate non in regola ai controlli

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PRATO. Quasi quattro milioni e novecentomila euro riscossi in un anno, da gennaio a dicembre: 4 milioni e 861 mila euro, per la precisione. A tanto ammontano la sanzioni riscosse dalle Asl nel 2015 e trasferite alla Regione, pagate dalle imprese, per lo più cinesi, controllate dagli ispettori per la sicurezza sul lavoro messi in campo un anno e mezzo fa dalla giunta regionale dopo il rogo della Teresa Moda. «Un bel risultato, per un progetto che vogliamo mantenere e consolidare anche in futuro» commenta il presidente della Toscana, Enrico Rossi.

Gli uffici avevano stimato di arrivare, sulla base dei dati dei primi sei mesi del 2015, a 4 milioni e mezzo di sanzioni incassate: sono invece quattrocentomila euro in più. Il che dice due cose. La prima è che le imprese cinesi colte in fallo, a differenza di quanto accadeva due o tre anni fa, non scompaiono nel nulla, cercando magari di riaprire i battenti sotto altro nome ma con gli stessi problemi, ma ottemperano alle prescrizioni e pagano. La seconda è che questo trend, già emerso l'anno scorso, si rafforza: una tendenza in crescita e inedita per le dimensioni. Dunque una buona notizia.

Con il progetto "Lavoro sicuro" la Regione ha programmato di controllare settemilasettecento aziende in tre anni tra Prato, Firenze, Empoli e Pistoia, tutte quelle censite e ritenute a rischio. A fine 2015 ne sono state già verificate 4.415, ovvero il 57,3 per cento.

«L'integrazione si realizza facendo in modo che le regole valgano per tutti e con la presenza costante sul territorio questo è possibile - ricorda Rossi - . Quanto abbiamo fatto con questo progetto, in collaborazione con le procure e le aziende sanitarie, è un modello che replicheremo su altri versanti, per esempio sul terreno delle frodi agro-alimentari».

La crescita delle sanzioni riscosse costituisce un significativo indizio di cambiamento. L'idea è che stiano ulteriormente crescendo le imprese che scelgono, sia pur dopo i controlli, di mettersi in regola. Erano già molte ad aprile del 2015 dopo otto mesi di verifiche, ultimo dato disponibile: l'84,4% in media, un po' di più a Firenze e Pistoia, un po' meno ad Empoli. La certezza si avrà con le statistiche aggiornate, attese prossimamente. Di fatto stanno aumentando anche le imprese a posto al primo controllo, naturalmente solo per i profili di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro. Sono state il 43,7% negli ultimi mesi del 2015 in tutta l'area metropolitana, ovvero più quattro su dieci. Sono più di quante erano all'inizio, il che è un'altra buona notizia.

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