Il Tirreno

Prato

«Proposte, non proteste. Così si batte la droga»

Barbara Burzi
Paolo Massenzi di "Recuperiamoci" (foto Batavia)
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Paolo Massenzi di "Recuperiamoci" (foto Batavia)

Prato, parla Paolo Massenzi, il fondatore di “Recuperiamoci” nel cuore dello spaccio. «Ormai i pusher sono così tanti che qualcuno preferisce fare il parcheggiatore abusivo»

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PRATO. Il fenomeno della droga e dello spaccio diffuso non è nuovo a Paolo Massenzi, residente del centro storico e fondatore dell’associazione “Recuperiamoci”, che dalla sede di via Pier Cironi, una delle strade più interessate dal problema, si batte per riqualificare la zona organizzando cene, eventi in strada. In programma, data da definire, un'iniziativa ai giardini della Passerella.

«Insieme a un gruppo di genitori stiamo lavorando a delle iniziative per famiglie e bambini perché siamo convinti che il territorio sia di chi lo occupa» dice Massenzi facendo chiaro riferimento agli spacciatori che sostano da mattina a sera lungo la strada della sua associazione e nei dintorni. «Il servizio delle Iene è di novembre 2015, ora la situazione se vogliamo è anche peggiorata - aggiunge - La chiusura del market in Santa Margherita ci ha regalato ancora più degrado. Il numero di spacciatori in mano alla criminalità organizzata è aumentato: ci sono molte più persone disposte a vendere eroina, per quaranta euro al giorno o anche meno, in un mercato in cui la domanda è in aumento, ma l’offerta di manodopera eccede al punto che qualcuno preferisce dedicarsi ad attività più redditizie come quella del parcheggiatore abusivo».

IL SERVIZIO DELLE IENE

La fotografia della situazione scattata dal suo personale osservatorio non è molto diversa da quella documentata dal servizio del noto programma tv. «Non ci raccontano nulla di nuovo, anzi – continua Massenzi - Gli adolescenti che si bucano in strada li raccontiamo dal 2012, le overdose di cocaina di fronte al Campino dal 2013. Il lato positivo di questa storia è che dopo la messa in onda del servizio questa vicenda è rimbalzata a livello nazionale e finalmente si è cominciato a parlarne. Detto ciò, il format scandalistico del programma non mi piace per il linguaggio e i modi con cui il giornalista si approccia alle persone intervistate: il rischio è di scatenare effetti collaterali pericolosi in un momento in cui i cittadini sono già indignati e arrabbiati per questa situazione. L'attuale giunta, va riconosciuto, è la prima ad aver deciso di affrontare il problema, tra mille ostacoli e mille contraddizioni, leggi inadeguate e populismo diffuso».

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Massenzi si riferisce in particolar modo alle risorse stanziate per gli operatori di strada che operano sul territorio per svolgere attività di prevenzione e recupero dei tossicodipendenti. «La città sta affrontando il problema» dice sottolineando che «ci vorranno anni prima di vedere dei risultati perché la verità è che a Prato servirebbero dieci operatori presenti sul territorio sette giorni su sette, ma le risorse non ci sono. Per questo motivo - continua - bisognerebbe sedersi a un tavolo e iniziare a studiare dei progetti per partecipare a bandi europei».

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«Continueremo a urlare, a chiamare polizia e carabinieri e a incalzare la municipale fino a che potremo perché lo sentiamo come un dovere, anche se non riconosciuto e non sostenuto - conclude il presidente dell’associazione - Sono stato aggredito (e mi sono difeso) quattro volte, l'ultima alla Passerella per scacciare tre tossici che fumavano eroina dentro al castello-scivolo dei bambini. Per contrastare questo delirio ci vuole il coraggio di tutti: amministratori, tutori dell'ordine e non ultimi i cittadini, che non ci stanchiamo di invitare a venire qui. Proposte e non proteste».

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