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le reazioni
Nicola ciolini (Pd) «Abbiamo fatto molto, possiamo fare di più» Sono stati fatti passi in avanti, ma non sono ancora bastati del tutto. Perché l'amministrazione comunale può fare tante cose, ma non...
Nicola ciolini (Pd)
«Abbiamo fatto molto, possiamo fare di più»
Sono stati fatti passi in avanti, ma non sono ancora bastati del tutto. Perché l'amministrazione comunale può fare tante cose, ma non tutte. Sindaco e giunta hanno comunque le qualità per gestire insieme alle altre istituzioni il problema dello spaccio nella nostra città». Così Nicola Ciolini, consigliere regionale Pd, interviene nel dibattito seguito alla messa in onda del servizio della trasmissione Le Iene di domenica scorsa.
«Certamente - continua Ciolini - lasciano l'amaro in bocca, e a tratti fanno anche arrabbiare, le immagini di Italia 1 che fanno emergere i limiti dell'azione delle Forze dell'Ordine e il loro senso di impotenza davanti a criticità come quelle presenti nel Canto alle Tre Gore, ma devono essere anche di stimolo perché Prato tutta si unisca per restituire questo spicchio di città ai suoi cittadini. Mi impegno personalmente, a fianco del sindaco Biffoni, a portare la questione in Regione Toscana. L'emergenza droga a Prato è un problema che riguarda tutta la Toscana, e tante altre città italiane. I ragazzi, come appurato nel servizio de "Le Iene", arrivano da tutta la regione. Risolveremo questo problema solo se tutte le istituzioni lo affronteranno in maniera unita».
la lega nord
«Il Serraglio, una Amsterdam non autorizzata»
Per la Lega Nord la zona del Serraglio è diventata una sorta di "Amsterdam" non autorizzata. “Il sindaco Biffoni cosa ha fatto a fronte delle numerose denunce che quotidianamente gli pervengono sul continuo dilagare dello spaccio/consumo di droga? - si legge in una nota - Determinate sue decisioni ci sembra abbiano colpevolmente aggravato la situazione; ci riferiamo a uno degli ultimi lavori commissionati dal comune di Prato, che ha visto l'abbattimento della rampa al bastione del Serraglio (ritrovo abituale dei tossico-dipendenti). Tale operazione (svoltasi ovviamente con l'utilizzo di fondi pubblici) non ha fatto altro che portare i tossico-dipendenti a consumare la droga in luoghi aperti, come davanti all'asilo "Il Campino", in P.za dell'Università ed addirittura lungo i marciapiedi circostanti. Il tutto alla luce del giorno”.
“Basta buonismo, basta minimarket con cartelloni, poster e scritte che impediscono di vedere cosa succede all'interno, le vetrine devono essere come quelle di tutti i negozi civili, pulite e con la merce esposta e chi sgarra chiude, subito senza se e senza ma. Basta dare licenze, patenti e documenti vari a chi non parla una parola di italiano: vuoi guidare, fare commercio, avere una carta di identità? Impara la lingua del paese che ti ospita o fai a meno”.
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