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Prato

Il nigeriano: «Qui non si spaccia»

Il nigeriano: «Qui non si spaccia»

Parla il gestore del phone center: «Quando vedo i pusher li mando via»

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PRATO. «Devono mettere una telecamera su quel muro e venire qui in borghese, non con le sirene accese». L'italiano di Billy Igho è un po' stentato ma la sostanza è chiarissima. Billy è il proprietario del phone center all'angolo tra via Tintori e via Santo Stefano che è finito al centro del servizio delle “Iene”. Ieri davanti al negozio gli spacciatori non si sono visti e Billy Igho nega di aver qualcosa a che fare con lo spaccio di droga e anzi invita le forze dell'ordine ad adottare provvedimenti concreti. «Sì - dice - Basterebbe che piazzassero una telecamera lì (indica il muro dall'altra parte della strada, lungo via Tintori, ndr), così potrebbero vedere che cosa succede». Una telecamera già c'è, all'angolo tra via Tintori e piazzetta Lippi. «Ma quella non prende tutto - dice Billy - Basta che uno svolta l'angolo e non si vede più».

Dentro il call center un gruppo di giovani di colore guarda la televisione, altri stanno all’ingresso, dietro alle serrande, il clima è di vigile attesa. Il phone center, sull'onda del clamore suscitato dal servizio de "Le Iene", rischia di essere chiuso. Un'eventualità a cui Billy Igho non vuole nemmeno pensare. «Io ho bisogno di lavorare - dice - Devo mantenere moglie e due figli». Billy, originario di Benin City in Nigeria, è in Italia da 16 anni, dice di aver lavorato nel commercio prima di aprire il negozio di via Santo Stefano, circa un anno fa. «Quando mi accorgo che qualcuno vende droga - aggiunge Billy Igho - lo mando subito via. Io devo lavorare». Il fondo gli è stato affittato da una famiglia pratese che possiede alcuni altri immobili sulla stessa strada.

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