Il Tirreno

Prato

"Io non spaccio droga, qui serve una telecamera e agenti in borghese"

di Paolo Nencioni
Billy Igho, il titolare del call center di via Santo Stefano
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Billy Igho, il titolare del call center di via Santo Stefano

Parla il titolare del phone center finito al centro del servizio de "Le Iene" sullo spaccio di eroina nel centro storico di Prato: "Se vedo uno che vende quella roba lo mando via"

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PRATO. "Devono mettere una telecamera su quel muro e venire qui in borghese, non con le sirene accese". L'italiano di Billy Igho è un po' stentato ma la sostanza è chiarissima. Billy è il proprietario del phone center all'angolo tra via Tintori e via Santo Stefano che è finito al centro del servizio realizzato lo scorso 5 novembre e trasmesso domenica sera, 31 gennaio, da "Le Iene" su Italia Uno e incentrato sul problema dello spaccio di eroina nel centro storico di Prato. Lo si vede, spazientito, mentre dice di allontanarsi all'inviato di Mediaset, che invece insiste con la moglie di Billy dicendo che gli spacciatori si rifugiano proprio lì, all'Igho Market, dopo aver fatto i loro traffici sul marciapiede.

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Oggi, 1° febbraio, gli spacciatori se ne stanno tranquilli e non si fanno vedere in giro. Evidentemente anche loro guardano la televisione e sanno che per qualche tempo sarà bene sospendere l'attività. In dieci minuti davanti al call center passa tre volte la stessa pattuglia della polizia municipale e una volta una volante della polizia. Billy Igho nega di aver qualcosa a che fare con lo spaccio di droga e anzi invita le forze dell'ordine ad adottare provvedimenti concreti. "Sì - dice - Basterebbe che piazzassero una telecamera lì (indica il muro dall'altra parte della strada, lungo via Tintori, ndr), così potrebbero vedere che cosa succede". Una telecamera già c'è, all'angolo tra via Tintori e piazzetta Lippi. "Ma quella non prende tutto - dice Billy - Basta che uno svolta l'angolo e non si vede più".

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Dentro il call center un gruppo di giovani di colore guarda la televisione, altri stanno all'ingresso, dietro alle serrande. Il clima è di vigile attesa, come se si aspettassero che da un momento all'altro arrivassero le forze dell'ordine a fare un controllo. Probabile che succeda. Il phone center, sull'onda del clamore suscitato dal servizio de "Le Iene", rischia di essere chiuso. Un'eventualità a cui Billy Igho non vuole nemmeno pensare. "Io ho bisogno di lavorare - dice - Devo mantenere moglie e due figli". Billy, originario di Benin City in Nigeria, è in Italia da 16 anni, dice di aver lavorato nel commercio prima di aprire il negozio di via Santo Stefano, circa un anno fa. Negozio poi finito al centro delle proteste di alcuni residenti, che si sono lamentati per le frequenti risse che nascono sul marciapiede di fronte.

"Quando mi accorgo che qualcuno vende droga - aggiunge Billy Igho - lo mando subito via. Io devo lavorare". Il fondo gli è stato affittato da una famiglia pratese che possiede alcuni altri immobili sulla stessa strada. Dicono che mai nessuno prima di lui era stato così puntuale nei pagamenti alla fine del mese.

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