Il Tirreno

Prato

Insegnanti di sostegno Ecco cosa non funziona

di Camilla Bernacchioni
Insegnanti di sostegno Ecco cosa non funziona

I genitori lamentano l’insufficienza del personale utilizzato per le sostituzioni Consegnato al provveditore e all’assessore un vademecum per l’inclusione

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PRATO. Di cosa parliamo quando parliamo di scuola? La domanda sorge spontanea quando si esce dalle mura scolastiche e ci si confronta con genitori di figli disabili che nemmeno arrivano a discutere la qualità di insegnamento o programmi scolastici perché per i loro figli le difficoltà iniziano ancora prima e in genere durano fino alla fine della scuola dell’obbligo. E parliamo di disabilità in genere: visiva, auditiva, motoria o mentale che sia, di fronte al riconoscimento dei diritti gli ostacoli sono gli stessi: mancanza di copertura delle ore di sostegno, di formazione del personale (insegnanti e Ata), alunni disabili portati fuori dalle classi a fare lezione. Un valore aggiunto lo offre l’associazionismo dando supporto ai familiari (i quali non di rado sono soci e volontari attivi delle stesse associazioni), ma anche formazione per l’inserimento dei bambini con disabilità. Come il corso di “Educazione alle diversità” rivolto a bambini e insegnanti e al via in alcune scuole primarie pratesi organizzato dalla sezione di Prato dell’Associazione Italiana Persone Down che riunisce 30 familiari: «è un piccolo contributo – spiega la presidente Sara Colzi – purtroppo non abbiamo abbastanza fondi per attivarlo in tutte le scuole».

Nel corso si parla di diversità: «un tema che sarà affrontato dai formatori attraverso attività ludiche e riflessioni».

Al tavolo “Prato per tutti” dedicato alla scuola e che si è riunito a novembre «è emerso chiaramente che le criticità della scuola pratese per chi ha figli disabili sono comuni» puntualizza Colzi.

Per questo è stato prodotto un documento presentato in quell’occasione all’assessore comunale alla pubblica istruzione Maria Grazia Ciambellotti e al referente dell’ufficio scolastico provinciale Pierpaolo Infante e condiviso con altre associazioni pratesi che si occupano di disabilità. «I bambini che hanno il riconoscimento della legge 104 con gravità hanno diritto alla cattedra completa di sostegno, perché i dirigenti non chiedono al Ministero la copertura totale? – si chiedono - E con quali criteri vengono distribuite?».

Tra i genitori dell’associazione gli esempi non mancano: «si sono verificati vari casi di orario di un unico bambino diviso su più insegnanti, - racconta Serena Nincheri vicepresidente di Aipd - altri hanno riferito che nelle scuole paritarie chiedono alla famiglia di pagare lo stipendio dell’insegnante di sostegno nel caso in cui non arrivino i finanziamenti, il figlio di un altro socio è stato invitato in modo deciso a rimanere a casa dopo un episodio fra ragazzi e non riusciamo ad avere un appuntamento con la direzione».

Una battaglia quotidiana quella dei genitori. «Chiediamo il coinvolgimento degli insegnanti curricolari nel progetto educativo degli alunni con disabilità, la formazione inclusiva è obbligatoria per tutto il team docente lo prevede la legge 128/13 ma nella realtà pochi insegnanti aderiscono».

E, a proposito di formazione: «E’ necessario proporre degli aggiornamenti specifici – conclude Colzi - magari potrebbero essere le stesse associazioni o cooperative sociali a fare degli incontri formativi».

Capita non di rado che gli insegnanti di sostegno siano utilizzati per le sostituzioni in altre classi anche quando il bambino disabile è presente: «e lui ha diritto ad avere le ore di sostegno che gli sono state assegnate - precisa Nincheri – oltretutto quando ciò accade la famiglia non viene informata e spesso non ha altre possibilità per controllare quello che succede a scuola».

Il documento, al quale assessore e provveditore si sono detti aperti a una collaborazione, presenta anche delle proposte: un vademecum di leggi e soprattutto di buone prassi per l’inclusione scolastica che potrebbe essere elaborato dalle associazioni ed essere poi oggetto di riflessione da parte dei dirigenti.

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