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Prato

Il badante respinge le accuse

Il badante respinge le accuse

Il georgiano allontanato dalla casa di Nuti era al suo servizio da 4 anni, tutto è precipitato in 2 giorni

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PRATO. È davvero un orco il badante georgiano accusato di aver maltrattato Francesco Nuti? Oppure certi suoi comportamenti sono stati enfatizzati o equivocati? Ruota intorno a queste domande la strategia difensiva di Iason Shavgulidze, 38 anni, a cui giovedì il gip Pallini ha vietato di avvicinarsi alla persona e all’abitazione dell’attore e regista di Narnali.

Chi lo ha visto in queste ore lo racconta come una persona molto provata, più addolorato che preoccupato. Dicono che ha pianto quando gli hanno contestato le accuse e che protesta la sua innocenza.

Dunque chi è Iason Shavgulidze? Di lui si sa che è stato al servizio della famiglia Nuti negli ultimi quattro anni. In precedenza aveva fatto il badante per altre famiglie, dunque non sarebbe un improvvisato. E soprattutto sostiene di non aver mai avuto problemi in passato con gli anziani che gli sono stati affidati. Nella casa di Narnali stava 24 ore su 24, salvo due domeniche libere al mese e un mese di vacanza ogni anno. Ha perso il padre a 12 anni e dice che Francesco Nuti per lui era come un secondo padre. Gli si può credere? Se gli investigatori non hanno preso un abbaglio, evidentemente no. Ma tra le frecce al suo arco ci sono anche argomentazioni logiche. Risulta che il periodo di affiancamento con il giovane originario del Burundi che lo avrebbe dovuto sostituire per le vacanze natalizie, e che ora è il suo principale accusatore, sia durato due giorni, il 26 e 27 dicembre (anche se rispondendo al magistrato dice di aver preso servizio il 23). È possibile che davanti a un perfetto sconosciuto il badante georgiano si sia lasciato andare a comportamenti così brutali rischiando che poi questi venissero riferiti alla famiglia?

E ancora. Francesco Nuti negli ultimi quattro anni ha avuto certamente modo di stare da solo coi familiari (quasi ogni giorno con la madre, più volte alla settimana con altri congiunti) e con altre persone alle quali avrebbe potuto confidare i maltrattamenti, nonostante le sue difficoltà a comunicare. E già l’anno scorso ha passato un mese con un sostituto badante italiano. Possibile che sia venuto fuori tutto in quei due giorni?

D’altra parte al momento non ci sono elementi per dubitare del racconto del giovane Patrick, il sostituto che ora ha preso il posto di Iason. Il problema se l’è posto anche il gip Pallini, sottolineando che il sostituto ha suggerito ai familiari di Nuti l’installazione di telecamere perché loro stessi si rendessero conto di quello che stava accadendo. E dunque che è in buona fede. Non sarà un processo facile. C’è la parola di Patrick e il biglietto di Nuti (“Ho paura”) contro quella di Iason, che la prossima settimana, difeso da Silvia Nesti, verrà interrogato dal giudice.

Paolo Nencioni

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