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Prato

Sicurezza sul lavoro, i cinesi sgarrano ma poi si adeguano

Il procuratore capo di Prato Giuseppe Nicolosi
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Il procuratore capo di Prato Giuseppe Nicolosi

I numeri all'inaugurazione dell'anno giudiziario: l'85% degli imprenditori adempie alle prescrizioni. Il procuratore capo: "Organico della Procura scandalosamente insufficiente"

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PRATO. Nel 2015, a Prato, "dei 1.753 procedimenti iscritti contro soggetti noti per reati in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, ben 1.557 hanno riguardato soggetti di nazionalità cinese". Lo ha detto il procuratore generale facente funzioni a Firenze, Francesco D'Andrea, nella relazione per l'inaugurazione dell'ano giudiziario.

D'Andrea ha sottolineato l'efficacia "dei controlli ispettivi eseguiti in attuazione del Piano straordinario della Regione per i controlli alle ditte. "Dei 1.557 procedimenti a carico di soggetti cinesi - ha continuato - la Procura di Prato ne ha definiti 1.372, dei quali 432 con avvisi di conclusione delle indagini e 918 (l'85%) con istanza di archiviazione per avere gli indagati adempiuto alle prescrizioni".

Il procuratore capo Giuseppe Nicolosi ha ricordato come a Prato vivano 43mila extraeuropei regolari, di cui 28mila cinesi, e ha parlato di "pressoché totale assenza di decisioni da parte del ministero della Giustizia che non ha mai provveduto ad adeguare alle necessità gli organici degli impiegati addetti alla Procura, che sono scandalosamente insufficienti".

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