La manifestazione
Una task force per salvare la Gualchiera
Prato, associazioni, parrocchia e cittadini di Coiano chiedono la collaborazione del Comune, martedì 2 febbraio un’assemblea pubblica alla circoscrizione Nord
PRATO. Racconta un pezzo di storia di Prato che non c’è più. Una pagina di storia imprigionata da ragnatele, polvere ed erbacce. Dalle ceneri di quell’opificio produttivo dismesso, che custodisce vecchi orditoi e persino un’antica turbina per alimentare l’attività di follatura sul Gorone, potrebbe risorgere un gioiello di archeologia industriale. Magari, perché no, collegato al Museo del Tessuto.
I cittadini di Santa Lucia e Coiano lo sanno. E per questo hanno messo in piedi una task force di vari soggetti e realtà del territorio a nord di Prato per salvare la Gualchiera di Coiano, per ridare un’anima a quello che Roberto Dei, portavoce del comitato che si riunirà il 2 febbraio alle 21.15 nel salone dell’ex circoscrizione Nord, definisce «un luogo mitico».
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Quattro circoli Arci, due parrocchie, la Pro Loco di Santa Lucia, la Pubblica Assistenze e altre associazioni di volontariato: per recuperare la Gualchiera di Coiano, venduta dalla famiglia Ciolini al Comune negli anni '90, si stanno mobilitando in tanti mentre al lavoro è un gruppo tecnico di cui fanno parte anche il restauratore Daniele Piacenti e il direttore del Museo del Tessuto Filippo Guarini. La chiave del recupero di questo piccolo gioiello nascosto potrebbe essere quel regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni urbani che sta per approdare in commissione.
«Sappiamo che l’amministrazione è disponibile a impegnarsi per la ristrutturazione dell’edificio - spiega Dei - mentre come cittadini potremmo fare la nostra parte costituendoci in associazione per sostenere parte delle spese per il recupero dei macchinari. Nelle pieghe del futuro regolamento esiste infatti la possibilità di ricevere rimborsi per prestazioni private di interesse pubblico».
Ma il tempo è tiranno: nel frattempo l'inverno sta infliggendo il colpo di grazia alla Gualchiera che appartiene al patrimonio comunale mentre le infiltrazioni di pioggia hanno già provocato diversi cedimenti al tetto. «Anche il mondo della scuola guarda con interesse al recupero di questo immobile - aggiunge don Mauro della parrocchia di Santa Lucia - Questo è un bell’esempio di partecipazione dal basso».
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Secondo una stima degli attori coinvolti per rimettere in funzione l’opificio tessile servirebbero circa 500-600mila euro: il sogno è che l’antica Gualchiera possa diventare un’appendice del Museo del Tessuto. «Intanto l’edificio è stato bonificato e ripulito dalle erbacce con l’intervento di Asm Servizi proprio grazie alla sollecitazione proficua dei cittadini», fa sapere l’assessore al patrimonio Valerio Barberis che parteciperà all’incontro di martedì. Più che il recupero diventa prioritario sull’immediato il salvataggio della Gualchiera dalle intemperie con la messa in sicurezza dell’edificio. L’architetto del Comune che ha competenza sulla materia, Francesco Procopio, ha già effettuato diversi sopralluoghi.
«In una seconda fase, per la quale è prematuro ancora parlare di finanziamenti, sarà stilato il progetto di consolidamento con un investimento che dovrà essere discusso prima in giunta per essere inserito nel piano triennale delle opere pubbliche. Più che positiva l’iniziativa di mobilitazione popolare - osserva Barberis - Da parte dell’amministrazione l’attenzione è alta tanto che abbiamo fatto in modo di coinvolgere il Museo del Tessuto».
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