La manifestazione
Bimbo morto a sei mesi, ordinata l'autopsia
Prato, colpita dalla tragedia una giovane coppia di Grignano, il piccolo è andato in arresto cardiaco probabilmente per un rigurgito
PRATO. Una poppata, l’ultima. Poi l’abisso. Forse per un rigurgito che gli ha bloccato il respiro, forse perché c’era qualcosa che già non andava, ha perso conoscenza e non si è più svegliato. Un bambino di sei mesi è morto per arresto cardiaco dopo due ore di rianimazione. I medici hanno provato di tutto: prima quelli delle ambulanze della Croce d’Oro e della Pubblica Assistenza poi l’equipe di rianimazione del pronto soccorso del Santo Sefano al gran completo.
Hanno tentato per due ore di far ripartire quel cuoricino, dalle 17 orario nel quale il piccolo è stato preso in consegna dai medici, fino alle 19 quando le strumentazioni sono state fermate perché davvero non c’era più nulla da fare. «Abbiamo percorso ogni strada possibile - ha sussurrato Simone Magazzini, direttore del pronto soccorso che ha costantemente seguito la situazione - ma non ce l’ha fatta». Attimi col cuore attaccato a un filo di speranza quando l’attività cardiaca è ripartita, debole debole, poi il silenzio, il buio.
La giovane mamma, sorretta dai parenti, accompagnata fuori dal pronto soccorso per una boccata d’aria. Le lacrime dei familiari, il dolore, l’incredulità. Il piccolo, figlio di una giovane coppia italiana che abita a Grignano, persone normali, era un bambino in salute. Fino a pochi giorni or sono, quando ha cominciato a mangiare meno, a manifestare qualche segno di malessere. Una telefonata al pediatra, qualche rassicurazione. E la preoccupazione si attenua: malanni di stagione. Forse.
Poi ieri. Il bambino sembra stare meglio, riprende anche a mangiare, fa il suo pasto, nel pomeriggio, sembra tranquillo, invece, improvvisamente perde conoscenza. Qui la ricostruzione si fa confusa. Secondo i primi accertamenti medici - ma sarà l’autopsia che l’ospedale richiederà e che probabilmente verrà fatta al Meyer - il piccolo potrebbe avere avuto un rigurgito che è rimasto bloccato in gola. Qualcosa che gli ha impedito di respirare per un certo lasso di tempo, gli ha fatto perdere conoscenza e ha fermato il cuore.
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I primi soccorritori hanno trovato il bambino già in condizioni molto critiche.Il piccolo pare fosse insieme alla nonna ed è lei che deve avere avvertito i genitori (non si sa se erano in casa in quel momento) che a loro volta, sconvolti e impauriti, hanno dato l’allarme, telefonando prima al 113. E’ stata la centrale della polizia che ha immediatamente dirottato la chiamata al 118. E l’ambulanza è partita a sirena. I primi interventi per salvare quella piccola vita - addirittura intubando il bambino - hanno consentito di raggiungere l’ospedale in sicurezza poi è iniziata la rianimazione.
Verso le 19 in ospedale sono arrivati i carabinieri ai quali prima lo staff medico e infermieristico, poi i familiari hanno consegnato la ricostruzione dettagliata di quelle ore terribili. Il verbale di una fatalità tragica.
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