Il Tirreno

Prato

Pecci, avanti con la Fondazione, il sindaco lascia la presidenza

Riccardo Tempestini
Il nuovo museo Pecci (foto Batavia)
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Il nuovo museo Pecci (foto Batavia)

Prato, bandi fatti, lavori iniziati, la corsa per arrivare a riaprire il museo il 16 ottobre. Matteo Biffoni: "Ormai ci siamo, la sfida sarà aumentare il budget grazie alle capacità del centro"

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PRATO. Tra pochi giorni, dopo 28 anni dalla fondazione, il sindaco di Prato non sarà più il presidente del Centro Pecci, perché sarà operativa la Fondazione per le arti contemporanee in Toscana. Un incarico in meno per Matteo Biffoni.

Il 16 ottobre 2016 apre i battenti il nuovo Centro Pecci, con la nuova sede disegnata da Nio e il recupero funzionale della "vecchia" disegnata da Gamberini. Finalmente ci siamo?

«Al Forum per l'arte contemporanea che si è svolto lo scorso settembre avevamo preso un impegno: ritrovarsi, un anno dopo, per l'apertura del Centro Pecci. Il cronoprogramma dell’ufficio Lavori pubblici sta andando avanti nel rispetto dei tempi: tutte le gare sono partite, i lavori sono iniziati. A questo punto, incrociando le dita per l'ultimo lotto dei tre ancora in fase di aggiudicazione, direi che ci siamo».

Diamo un po' di numeri : il nuovo Pecci è costato quasi 15 milioni, fra Comune e Regione, quasi 3.000 mq di spazi espositivi totali e conta su 21 dipendenti a tempo indeterminato, una vera task-force culturale con grandi potenzialità. Di quanti milioni e di quanti altri addetti necessiterà per funzionare a pieno regime ?

«La storia è questa: la nascita del Centro alla fine degli anni '80 è dovuta all'incrocio di volontà pubblica e volontà privata, dando il via alla costituzione dell'Associazione Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci e nella decisione, forte dell'intuizione di Enrico Pecci, di dotare la città (e l'Italia) del primo museo per l'arte contemporanea. Dopo la crisi della metà degli anni 2000, tre diverse amministrazioni, guidate da tre diversi sindaci (Romagnoli, Cenni e Biffoni, ndr), hanno confermato la centralità del Pecci e hanno deciso di rinnovare la scommessa alla base della nascita del Museo. Oggi, siamo a un passo da una riapertura ma non dobbiamo dimenticare che senza la volontà di tre amministrazioni, tra l'altro di segno diverso, oggi non avremmo più un Centro per l'Arte Contemporanea. Oggi il Centro può contare su un bilancio previsionale di oltre 2 milioni di euro. Lavoreremo affinché questo budget, come nelle migliori istituzioni, aumenti grazie alle capacità proprie del centro, tra le quali annovero anche il personale, ovviamente».

A fine mese, grazie al silenzio assenso, la Fondazione per le arti contemporanee in toscana avrà il riconoscimento della Regione e una nuova presidentessa, Irene Sanesi, di sua nomina. Lei non sarà più nemmeno presidente dell'Associazione Centro Pecci. Dopo 28 anni cambia tutto.

«Non cambia tutto. La Fondazione, che ha due soci fondatori, Comune e Associazione per l'arte contemporanea Luigi Pecci, sarà guidata da un collegio di fondatori che avrà compiti di indirizzo politico generale, formato dal sindaco e dal presidente dell'Associazione. Il consiglio d'amministrazione, cui spetta la gestione operativa della Fondazione, sarà composto per adesso da 5 persone, 4 nominate dal Comune e una dall'associazione. A queste si aggiungeranno le due persone che saranno nominate dalla Regione non appena questa aderirà alle Fondazione come socio sostenitore. Incarichi tutti a titolo gratuito, ci tengo a precisarlo. Quanto al mio ruolo di presidente dell'Associazione passerò la mano non appena la Fondazione entrerà in funzione».

 

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