Il dolore
«Mai come ora è importante il valore dell’accoglienza»
PRATO. «Celebrare il Giorno della memoria è sempre importante, ma quest'anno se possibile lo è ancora di più. In Europa certi egoismi rischiano di mettere in discussione i nostri principi...
PRATO. «Celebrare il Giorno della memoria è sempre importante, ma quest'anno se possibile lo è ancora di più. In Europa certi egoismi rischiano di mettere in discussione i nostri principi fondamentali, non è tollerabile». Il sindaco Matteo Biffoni ieri mattina in piazza delle Carceri, ha celebrato la Giornata della memoria, anniversario della liberazione del campo di Auschwitz, deponendo la corona d'alloro davanti alla targa che ricorda la deportazione dei deportati pratesi dopo lo sciopero del marzo '44.
Presenti oltre al sindaco Biffoni, il Prefetto Maria Laura Simonetti, le autorità cittadine e i rappresentanti dell'Aned, della Curia Diocesana e della Comunità Ebraica di Firenze.
«Provvedimenti come quelli che stanno prendendo alcuni Paesi amici, che riteniamo civili, nella gestione dell'accoglienza profughi assomigliano se pur vagamente a provvedimenti già presi in passato - ha detto Biffoni - Questo non ci piace, preferisco con tutti i limiti e i difetti che abbiamo, il lavoro che sta portando avanti l'Italia che, in una situazione indubbiamente complessa, non rinuncia alla dignità dell'accoglienza. La storia deve essere di monito, chi si definisce "civile" deve impegnarsi perché certi valori prevalgano sugli egoismi e ci sia sempre coerenza rispetto alle scelte che si fanno. Oggi il Giorno della memoria - ha concluso - ha dunque un significato particolare, perché ribadisce il grande valore dell'insegnamento della storia».
Nel pomeriggio si è tenuta in Prefettura, un'iniziativa, organizzata dal Soroptmist International Club di Prato, per ricordare lo sterminio del popolo ebraico e le persone deportate nei campi di concentramento della Germania nazista. Nel corso della manifestazione sono intervenuti Giovanni Contini Bonacossi, presidente dell'Associazione Italiana Storia Orale, Mario Fineschi, rappresentante della Comunità Ebraica di Firenze. Invitati i rappresentanti istituznali, il vescovo e una rappresentanza di studenti.
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