La protesta
Il nuovo filato sarà prodotto con la stampante 3d
Lineapiù presenta un innovativo prototipo di un ricamo e racconta di un futuro ancora lontano (ma non troppo)
FIRENZE. Filande, ring e fusi appartengono ormai al passato. E anche i filatori, grandi esperti di mischie, ormai sembrano destinati a diventare una rarità da museo. Se l'intuizione dell'azienda pratese Lineapiù è giusta nel futuro - onestamente non alle porte - il filato sarà un prodotto da tecnici specializzati e da ingegneri informatici. L'azienda pratese dell'imprenditore Alessandro Bastagli, con la collaborazione del collega Alessandro Bocchese del maglificio Miles, ha presentato un un ricamo tridimensionale, realizzato con una stampante 3d.
Per ora si tratta di un prototipo dalla "mano" assai poco soffice ma con un chiaro futuro davanti a sè dal momento che già gli stilisti hanno voglia di misurarsi con tecnologie decisamente all'avanguardia. Chiamare i pizzi presentati a Pitti con il nome di filo è ancora arduo ma la missione del gruppo di Bastagli è quello di arrivare all'appuntamento del filato del futuro con un posto sul podio della ricerca. A Prato, molti anni fa, Filpucci inventò i soffili mentre Lineapiù creò il filato vuoto dentro, due creazioni che di fatto hanno orientato il mondo nella moda nella ricerca continua di filati sempre più soffici e con una componente tridimensionale che desse una strutturazione più ricca, con effetti nuvola, una volta lavorati.
Adesso c'è da fare un passo avanti anche se la tecnologia 3d non è ancora pronta per questo passo e servirà tempo, impegno e nuove tappe di innovazione tecnologica.
«Noi però vogliamo esserci dentro una volta che il filo tridimensionale potrà essere una realtà e per questo abbiamo deciso di impiegarci risorse e investimenti», ha detto in modo chiaro Bastagli per sgomberare il campo da chi ritiene che «la presentazione possa essere solo un boutade da dare in pasto ai media».
«Si tratta di un effetto pizzo - ha spiegato il responsabile del reparto di progettazione dell'azienda Lineapiù Cristiano Bartolini - realizzato con filamenti poliamminici che grazie a uno speciale trattamento termico diventano un materiale strutturato. Si tratta di una polvere che, grazie al software della stampante cresce di livello e si solidifica. Abbiamo già fatto delle prove di tintura e infatti abbiamo prototipi in una versione bianca e in una nera. Dobbiamo senza ombra di dubbio migliorare nella morbidezza e nella resistenza di questi prodotti. L'idea del ricamo invece è solo legata all'utilizzo possibile, adesso, in questa forma. Siamo abituati a pensare al filato come veicolo per realizzare delle stoffe mentre in futuro può essere qualcosa di molto diverso».
Difficile in realtà spiegare cosa possa diventare il filo domani e soprattutto come possa legarsi a quello che oggi conosciamo come tale. L’aspetto è ancora quello di una plastica ben lavorata e raffinata, il tatto invece è quello di un ricamo molto inamidato dove la sensazione di toccare un filato è molto tenue.
«La stampa 3d in questo settore - è intervenuto Bocchese durante la presentazione del prodotto - potrà garantire una personalizzazione completa, una velocissima produzione e il superamento di qualsiasi ostacolo a prezzi accessibili».
Intanto oggi sarà possibile consegnare accessori agli stilisti che ne faranno richiesta da abbinare e combinare con abiti ma solo per renderli particolarmente preziosi e, decisamente, all'avanguardia.
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