Il dolore
Cinquanta posti letto da trovare subito
Prato, confronto tra il sindaco Matteo Biffoni, il consigliere regionale Nicola Ciolini e il direttore genrale Asl Paolo Morello marchese: sul tavolo centri-filtro per il pronto soccorso aperti fino a mezzanotte e il distretto a San Paolo
PRATO. Cinquanta posti letto subito. Tra quelli per le degenze ospedaliere e i posti letto per le cure intermedie. E’ l’obiettivo non solo più del sindaco Matteo Biffoni e del consigliere regionale Nicola Ciolini, ma anche dell’Asl. Nel pranzo a tre organizzato ,mercoledì 27 gennaio nella mensa del Santo Stefano, è stato l’ospite, il direttore generale Asl Toscana centrale Paolo Morello Marchese, a convenire sul fatto che la questione non è più rinviabile.
E dunque i conti sono presto fatti: 12 nuovi posti nella palazzina ex Infettivi che vanno ad aggiungersi a quelli già in uso; altri 12 nelle Rsa, le residenza protette «ma per questi - spiegano Ciolini e Biffoni - occorrerà far partire una sperimentazione». Infine i 20 posti letto a Villa Fiorita che potranno essere utilizzati tra un mese e mezzo perché la casa di cura dovrà riorganizzare gli spazi e chiedere gli accreditamenti. In totale quindi sono stati “messi in pista” 44 posti letto.
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«Non importa - afferma Biffoni - di quale specie siano: se per degenze tout court o per il post ospedaliero, l’importante è che ci siano e che pronto soccorso e reparti riescano ad avere un buon margine di manovra». Un progetto-lampo, quello che riguarda il reperimento di nuovi posti letto, che verrà presentato il 4 febbraio nella seduta di consiglio straordinario dedicata al tema della sanità e sottoposto per il “via libera” all’assessore regionale Stefania Saccardi quando, l’11 febbraio, trascorrerà l’intera giornata a Prato. Biffoni e Ciolini hanno anche ribadito l’idea di uno sviluppo ulteriore del Santo Stefano con la realizzazione di una nuova palazzina «ma si tratta - spiega il sindaco - di un progetto importante ma a lungo termine, noi invece abbiamo bisogno di posti letto subito».
Con Morello sono state affrontate altre questioni oltre alla conferma dell’ampliamento del pronto soccorso con 23 nuovi punti visita 6 per malati gravi 17 per situazioni meno importanti per i quali la Regione investirà 500.000 euro, i cui lavori partiranno tra febbraio e marzo. Tra questi la messa in funzione, questa volta davvero, delle Aggregazioni funzionali territoriali che a Prato sono otto, che esistono già da un paio di anni, ma mai davvero decollate.
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«Il progetto - spiega Ciolini - che dovrà essere discusso con le organizzazioni dei medici di famiglia, prevede l’apertura di questi centri dalle 8 alle 24 con l’obiettivo di fare da filtro agli accessi del pronto soccorso». Infine un passaggio sui 3 milioni e mezzo che la Regione ha stanziato per la sanità pratese ma che ancora non ha cominciato a spendere: «Ci sono, sono per Prato - hanno confermato Biffoni e Ciolini - e serviranno, per esempio, a rimettere in funzione il distretto sanitario di San Paolo, a finanziare la riorganizzazione delle Aft e a rivedere, ampliandole, le quote sanitaria di Prato, sottostimate da sempre».
Il confronto a tre si è fermato qui, con la promessa, però, di rivedersi per affrontare la delicatissima questione del riasseto sanitario complessivo che l’entrata in vigore dell’Aslona” porta di conseguenza. «Una cosa, però, si può già dire - conclude Ciolini - Prato non perderà le sue eccellenze».
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