Lutto
Nel pronto soccorso ventitrè nuovi punti visita
Prato, la Regione finanzierà con 500.000 l'ampliamento dell'area emergenze del Santo Stefano. Nell'incontro con il direttore generale Asl Paolo Morello il sindaco Matteo Biffoni chiederà che i soldi per l'ex Misericordia e Dolce tornino in città per finaziare nuovi posti letto e strutture sul territorio
PRATO. A caccia di nuovi posti letto. Senza perdere tempo. «Perché ormai è chiaro che esistono delle carenze importanti sia all’ospedale Santo Stefano sia sul territorio». Per questo il sindaco Matteo Biffoni metterà sul piatto una proposta forte in occasione dell’incontro, mercoledì 27 gennaio, con il direttore generale dell’Asl della Toscana centrale, “l’aslona” che riunisce Firenze, Prato e Pistoia, Paolo Marchese Morello al quale parteciperà anche il consigliere regionale Nicola Ciolini, componente della commissione sanità.
«In ospedale - continua Biffoni - mancano almeno una cinquantina di posti letto e la stessa cosa vale per il territorio. Se non spetta a me indicare come poterli reperire, è però mio compito porre con chiarezza la questione dei fondi necessari per realizzarli: Prato darà alla Regione molti milioni per l’acquisto dell’area dell’ex Misericordia e Dolce (complessivamente 12, 5 li metterà la Provincia, i primi due in capo al Comune, alla stipula del preliminare di compra-vendita in calendario per il 31 gennaio ndr) e chiederò che qui fondi vengano utilizzati per implementare le strutture per le cure intermedie e per aumentare la capacità ricettiva del Santo Stefano. In questo modo il cerchio verrà chiuso e certo non accetterò che mi si dica che i soldi mancano».
[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.12849777:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12849777:1652184812/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Secondo Biffoni inoltre «è certamente stato un errore inaugurare un ospedale per acuti prima che il territorio fosse attrezzato anche con delle strutture- filtro così da alleggerire i 90.000 accessi l’anno che pronto soccorso continua ad avere».
Dunque, Prato darà un sostanzioso pacchetto di milioni alla Regione per avere la proprietà dei circa 25.000 metri quadrati dell’ex Misericordia e Dolce dove nascerà il parco urbano, ma alzerà la voce perché ritornino sotto forma di strutture sanitarie. Una battaglia, quella dei posti letto in più, condivisa dal consigliere regionale Nicola Ciolini che sottolinea come «il nuovo ospedale di Prato presenti, proprio per come è stato costruito, delle rigidità difficilmente superabili. Se prima - afferma - nei momenti critici si potevano aumentare i letti nelle camerate, ora è diventato impossibile».
E per reperire spazi ulteriori «nel minor tempo possibile» c’è bisogno di giocare a Risiko: 20 posti letto in più per ricoveri di medicina generale li garantirà Villa Fiorita. E per alleggerire il pronto soccorso la Regione investirà 500.000 per implementare le aree di assistenza dei pazienti, riorganizzando spazi destinati ad attività non sanitarie che possono essere ridimensionate. Non si tratta di posti letti ma di una migliore distribuzione di spazi e funzioni. Verranno creati nuovi punti visita per eliminare i pazienti che sostano in barella lungo il corridoio: 6 ad alta intensità con strumentazione adeguata, 17 a bassa intensità per i casi meno gravi. I lavori - già deliberati dall’Asl 4- partiranno subito dopo la fine dell’emergenza influenza il cui picco è atteso per metà febbraio.
C’è poi il capitolo che riguada l’attività delle otto Aggregazioni funzionali territoriali (Aft), quella sorta di poliambulatori di medici di famiglia, con assistenza dalle 8 alle 20, mai davvero decollati e sui quali i medici di base restano critici, che, secondo Ciolini «potrebbero, se riorganizzati, diventare un buon filtro per il flusso del pronto soccorso». L’idea - ancora da studiare nei dettagli - è quella di dirottare i codici bianchi e azzurri che arrivano al pronto soccorso (patologie lievi, piccoli incidenti domestici) alle Aft «così da diminuire - afferma il consigliere regionale - il numero di persone che arrivano in ospedale».
Critica anche la situazione posti-letto nelle strutture sul territorio. Verranno raddoppiati i posti nell’ex palazzina degli Infettivi destinati alle cure intermedie: da 12 diventeranno 24. «Ma di certo bisognerà trovarne altri - continua Ciolini - Per questo stiamo valutando la possibilità di utilizzare i posti liberi nella rsa (le residenze protette) nelle quali, oltre tutto, il personale sanitario è già presente». Dei problemi, dei progetti, delle carenze del mondo della sanità e di come risolverle, se ne parlerà l’11 febbraio con l’assessore regionale Stefania Saccardi che trascorrerà un’intera giornata a Prato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
