Sicurezza
Frutta e cosmetici a km zero, apre il negozio della spesa sostenibile
A fine febbraio in via Ferrucci a Prato si inaugura “Fuori dalle Scatole”. L'idea è di Margherita Altoffi che anche nella vita ha fatto scelte "bio"
PRATO. «Sto per iniziare questa splendida avventura di ‘Fuori dalle Scatole’, che più che negozio mi piace definire un luogo dove si ha cura di sé, a cominciare da quello che si mangia». Sulla pagina Facebook di questa “avventura” ha scelto di presentarsi così Margherita Altoffi, 51 anni pratese di adozione, che a fine febbraio inaugurerà “Fuori dalle Scatole”: una bottega, in via Ferrucci 95/A, dove con un acquisto si farà una scelta, di stile di vita.
Si troveranno infatti prodotti freschi e di stagione a filiera corta, sfusi, ma anche cosmetici, articoli da cucina provenienti da cooperative sociali. Insomma tutto all’insegna della sostenibilità. «E’ un progetto a cui pensavo da tempo – racconta la titolare – a un luogo appunto che rispecchiasse anche il mio stile di vita, mi sono informata, poi ho cercato anche di aprirlo con dei soci ma visto che non ho trovato nessuno mi sono buttata da sola in questa avventura».
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Più che buttata in realtà Fuori dalle Scatole nasce da ricerca ed esperienza nel settore: «Ho sempre avuto lavori precari, anche in negozi e supermercati bio o a filiera corta e in altri ambiti – continua Altoffi – e nella vita di tutti i giorni faccio parte di un Gas un gruppo di acquisto solidale a cui appartengono circa 30 gruppi familiari. A Prato sono realtà consolidate, un altro Gas copre l’area nord e ne ha circa 50, quindi diciamo che ho esperienza anche con i fornitori e soprattutto condivido un certo modo di fare acquisti e l’attenzione a ciò che mangiamo».
Non è un caso che per gli arredi si è messa in contatto con Recuperiamoci per utilizzare materiali riciclati e di recupero. «Come dicevo è una filosofia di vita quella del riuso e di evitare gli sprechi, per questo voglio coinvolgere anche le tante realtà creative, in particolare nel mondo dell’associazionismo e del sociale, che ci sono in questa città». Realtà che troveranno spazio anche all’interno di “Fuori dalle scatole”: «Oltre alla vendita dei prodotti – conclude - vorrei anche organizzare degli eventi su questi temi coinvolgendo le associazioni».
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