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morÌ nel bilancino

Premiato Mirko Reali studente modello

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PRATO. Suo nipote sarebbe stato uno degli otto allievi del liceo “Copernico” meritevoli di borsa di studio, quella che eroga il Miur ai diplomati più bravi (450 euro a testa). L’allievo brillante,...

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PRATO. Suo nipote sarebbe stato uno degli otto allievi del liceo “Copernico” meritevoli di borsa di studio, quella che eroga il Miur ai diplomati più bravi (450 euro a testa). L’allievo brillante, quello diplomato con 100 e lode all’esame di Stato e con un radioso futuro davanti. E invece sabato 16, durante la consegna delle pergamene e degli assegni al liceo “Copernico”, lui non c’era. A ritirare la pergamena c’era la mamma. Mirko, figlio della sorella Patrizia, se l’è ingoiato l’acqua del lago Bilancino in quel maledetto incidente che costò la vita il 29 luglio scorso durante un tuffo che l’aveva fatto scomparire nel nulla. Ed ecco che lo zio, Vincenzo Cangioli, decide di affidare al Tirreno una lettera per tracciarne un ricordo toccante.

«Il liceo Copernico è nato a Prato nel 1969 ed ha maturato i suoi primi allievi nel 1974, dei quali anch'io ho fatto parte. Sono nate in quegli anni amicizie che durano ancora oggi. Non esistevano ancora, per fortuna, le olimpiadi della fisica, della chimica, della matematica, del latino. Non si era strutturata la prerogativa scolastica dell'antagonismo, della competizione, e quindi della selezione meritocratica fine a se stessa, prima ancora che questa fosse potuta avvenire nell'ambito lavorativo, nelle relazioni sociali, nel mondo delle scelte definitive. Mirko era uno studente eccellente e non grazie a queste dinamiche indotte. Partecipava alle competizioni richieste in modo disincantato, poco interessato al risultato, proprio perché, come di lui hanno detto alcuni amici, era "più avanti di tutti". Sapeva quello che veramente ha valore nella vita, perché questo era connaturato con gli esempi avuti nella sua famiglia. Chi lo ha conosciuto può capirlo perfettamente, come può immaginare che sarebbe andato molto avanti, come solo i puri di spirito hanno la possibilità di fare. Purtroppo se ne è andato in modo tragico e assurdo senza che i compagni di scuola, insieme a lui quel giorno, se ne accorgessero».

Maria Lardara

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