Il Tirreno

Prato

Aziende pratesi negli Stati Uniti sfidando la tempesta

Aziende pratesi negli Stati Uniti sfidando la tempesta

L’eccezionale nevicata non ha impedito ieri pomeriggio l’apertura della prima fiera tessile del nuovo anno

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PRATO. New York chiude per neve, ma il business non conosce ostacoli. Voli cancellati in arrivo e in partenza e stop alla circolazione di auto e mezzi pubblici: la città è ferma a causa di una bufera di dimensioni storiche che da ore si sta abbattendo su tutta la Grande Mela e l’East Coast degli Stati Uniti, ma nonostante le temperature sotto zero e i disagi provocati dalla tempesta Jonas, la fiera tessile organizzata da Milano Unica ha aperto i battenti ieri come previsto. Gli imprenditori arrivati a New York per incontrare potenziali buyers americani, dunque, non hanno nulla da temere. E anche per Pitti Filati al momento non ci sarebbero problemi cancellazioni di prenotazioni aeree per Firenze. Sono 61 le aziende tessili che hanno aderito alla seconda edizione di Milano Unica New York, al via ieri - fino al 26 gennaio - al Jacob Javits Center di Manhattan, sulle sponde dell’Hudson, in uno dei distretti di moda più importanti al mondo, dove la comunità fashion americana potrà entrare in contatto diretto con l’eccellenza manifatturiera italiana. Le produzioni di alta gamma provengono da Bergamo (2), Biella (16), Bolzano (1), Brescia (2), Como (12), Firenze (1), Milano (2), Monza (1), Novara (1), Prato (4: Leomaster - Capritex tessuti; Lyria; Manteco e Mapel, oltre alla fiorentina Faliero Sarti) Sondrio (2), Treviso (1), Varese (8), Vercelli (4), Vicenza (3), Verona (1). L’intento degli espositori è quello di replicare i successi della prima edizione, lanciata a luglio 2015 (grazie al supporto del Ministero dello Sviluppo economico, con la collaborazione di Sistema Moda Italia e Ice ) registrando un ottimo risultato di presenze: più di 1.300 clienti di alto livello invitati a partecipare, in rappresentanza di quasi 700 aziende. I riflettori di questa tre giorni newyorchese si accenderanno sulle collezioni della primavera estate 2017: i tessuti esposti comprendono una gamma di materiali che coprono le innumerevoli tipologie di produzione, di gusto, di qualità per i visitatori della fiera.

La sperimentazione, il gusto del bello e un occhio sempre attento all’ecologia e alla sostenibilità sono gli asset principali dei materiali nobili super-lusso reinterpretati in chiave tecnologica, dei tessuti high-performance, perfino della seduzione in chiave artigianale nei ricami e nella proposta esclusiva delle stampe.

«Dopo la start up che ha riscosso un soddisfacente successo avendo visto partecipi in fiera tutti i più importanti brand della moda newyorkese, ora stiamo puntando fortemente sul coinvolgimento anche dei brand di alta gamma di altre aree geografiche Usa: California, Texas, Massachusetts», spiega Ercole Botto Poala, neo-presidente di Milano Unica.

«Saranno una sessantina gli espositori italiani che presenteranno la primavera/estate 2017 in quest'edizione, che manterrà il format d'esordio, ovvero l'accesso su invito. Un numero in leggero calo rispetto alla prima edizione, dovuto anche alla diversa stagionalità. Obiettivo della manifestazione, spiega il presidente della fiera italiana del tessile, «è approcciare questo mercato a 360°, puntando non solo ai clienti tradizionali come i grandi retailer, o i designer, ma anche alle nuove tipologie di cliente che in Nord America stanno dimostrando grandi potenzialità». «Siamo convinti che gli Usa rappresentino uno sbocco molto interessante per le imprese italiane», sottolinea Maurizio Forte, direttore Ice New York e coordinatore Uffici Ice rete Usa. «I dati dell’export del tessile italiano verso gli Stati Uniti, che segnano un +17,2% per i primi nove mesi del 2015, rispetto allo stesso periodo del 2014, confermano la crescita del settore e la validità del mercato».

Barbara Burzi

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