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Prato

Task force per controllare i market etnici

PRATO. Fratelli d’Italia e consigliere indipendente Emanuele Berselli, uniti nella richiesta di mettere in pista una “task force” interforze per controllare esercizi commerciali, bar e ristoranti...

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PRATO. Fratelli d’Italia e consigliere indipendente Emanuele Berselli, uniti nella richiesta di mettere in pista una “task force” interforze per controllare esercizi commerciali, bar e ristoranti etnici, in particolare nell’area “rossa” via Cironi, via Santa Margherita, via San Giorgio, via Tintori. Una necessità spiegano l’ex assessore Gianni Cenni e il consigliere Berselli «di legalità ma anche di equità».

Ed è toccato a Berselli (i Fratelli d’Italia non sono rappresentati in consiglio comunale) presentare un’interrogazione nella quale si chiede al sindaco e al consiglio «se non si sia presa in considerazione l’ipotesi l’idea di approntare l’unità operativa ha hoc» anche in considerazione della nuova linea assunta dalla giuta che ha ultimamente modificato il regolamento del commercio decretando lo stop a nuove aperture di minimarket etnici. «Una misura - secondo Gianni Cenni - arrivata fuori tempo massimo e parziale». Secondo Berselli e Fratelli d’Italia «per evitare ulteriore degrado è necessario fare un passo ulteriore e andare a controllare quel che accade dentro gli esercizio già aperti». Dunque «sulla falsa riga di quel che già accade nelle ditte cinesi - spiega Berselli - noi chiediamo che un nucleo composto da polizia municipale, vigili del fuoco, Inps, Asl, e Agenzia delle entrate si impegni nel controllo delle attività commerciali nelle strade di quella porzione di centro storico, per accertarne requisiti, licenze e legittimità sotto il profilo amministrativo, igienico, di sicurezza, di agibilità, previdenziale e fiscale». «Siamo anche convinti - prosegue il consigliere indipendente - che sia l’unica strada che garantisca un’integrazione effettiva tra stranieri e italiani: stessi diritti e stessi doveri. Non è questione di razzismo - conclude Berselli - ma non è tollerabile che ai mini market con titolari stranieri sia concesso di agire in totale libertà».

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