Il Tirreno

Prato

Settimana corta al liceo Cicognini, i motivi della scelta

di Martina Altigeri
Il dirigente Mario Di Carlo
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Il dirigente Mario Di Carlo

Prato, il preside Mario Di Carlo chiarisce la decisione contestata da alcuni genitori: «Solo così si tengono insieme tre sedi»

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PRATO. Non si placa la discussione sulla "settimana corta" di lezione che entrerà in vigore al liceo classico Cicognini dal prossimo anno. Il dirigente Mario Di Carlo difende così la proposta approvata la scorsa settimana dal consiglio di istituto della scuola e cerca di tranquillizzare gli animi di quanti la stanno osteggiando.

«Dal prossimo anno il Cicognini-Rodari avrà tre sedi autonome e per esigenze organizzative sarà necessario ottimizzare il personale e le risorse finanziarie - ha detto - La scelta di fare lezione su cinque giorni non andrà a gravare o a ridurre la qualità della didattica. Anche se vengono date tre sedi diverse per il liceo classico, il musicale e lo psico-pedagogico non viene però fornito personale in più, che devo così gestire e mettere a disposizione per giorni diversi. Uniformando l'orario, dal lunedì al venerdì, in caso di necessità, avrò tecnici informatici o per le lim nei cinque giorni di apertura di tutte le tre scuole e posso così supplire ad ogni emergenza, cosa che non sarebbe possibile con le lezioni anche il sabato».

Il cambiamento orario riguarderà unicamente gli studenti che il prossimo settembre faranno la prima liceo, lezioni su cinque giorni e sabato libero, come ormai sono organizzate la maggior parte delle scuole medie e superiori pratesi e di gran parte d'Italia.

La novità riguarda marginalmente le prime due classi, la quarta e la quinta ginnasio, che fanno 27 ore settimanali, il loro orario giornaliero verrà aumentato di circa una mezz'ora. Nessun cambiamento per le classi seconda e terza liceo, che resteranno con l'orario attuale di 31 ore con lezioni anche il sabato.

Il consiglio di istituto ha votato per la settimana corta, ma spetterà al collegio dei docenti pronunciarsi sulla durata oraria di lezione. Se venisse accolta la proposta di fare ore di 50 o 55 minuti, l'orario giornaliero aumenterebbe di poco e il dirigente assicura che le ultime ore non sarebbero gravose per gli alunni, in quanto verrebbero collocate discipline di insegnamento pratiche, come educazione fisica.

Con questa riduzione oraria si creerebbe un margine di ore di didattica da recuperare in due-tre sabati in un anno.

«I cambiamenti sono limitati, ma aiutano molto l'organizzazione della scuola - conclude il dirigente - Con la settimana corta anche gli alunni avranno un giorno in più di riposo, non solo gli insegnanti».

 

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