Il Tirreno

Prato

L’altalena di sentimenti dell’attesa

L’altalena di sentimenti dell’attesa

Protagonista di “Alla meta”, regìa di Pagliaro, un’ottima Micaela Esdra

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. "L'attesa del piacere è essa stessa un piacere". Così il filosofo illuminista tedesco Gotthold E. Lessing affermava alla fine del Settecento. Ma cosa dire del momento in cui questo piacere si concretizza? Questo è il tema della pièce di Thomas Bernhard in scena al Fabbricone dal 28 al 31 gennaio (feriali ore 21, festivi ore 16). "Alla meta" (1981) è un monologo al femminile recitato da una vecchia madre (Micaela Esdra) che rivive ogni anno la preparazione per la villeggiatura al mare. Sua figlia (Rita Abela), unica sopravvissuta di un nucleo familiare corredato da fantasmi, condivide e subisce questo rito. Come nella prima puntata della trilogia goldoniana, enormi bauli pieni di vestiti popolano la scena. Sono riempiti e svuotati continuamente, metafora dell'angoscioso andirivieni dei sentimenti, quali speranza e delusione, che albergano nella mente della protagonista. A rompere questa monotonia, che ha tutto il sapore dell'usato più stantio, irrompe un personaggio maschile (Diego Florio), drammaturgo conosciuto al debutto della sua ultima opera. Le logorroiche elucubrazioni della donna subiscono dunque un'incursione che rompe il silenzio della figlia e porta la madre all'esasperazione delle sue ossessioni.

Walter Pagliaro, che firma la regia, incastona le sue gemme nella cornice del circo con tutto il suo fascino e le sue mostruosità; un tema caro all'autore. La signora discende da un'antica famiglia circense della provincia olandese. A riprova di questo, Micaela Esdra, classe 1952 e vincitrice del Premio Flaiano 1995, si esibisce in vere e proprie acrobazie vocali che la mettono alla prova. L'attrice è stata allieva di Rina Morelli e ha recitato con registi del calibro di Giorgio Strehler e Luchino Visconti. Dalle stesse fucine proviene anche Pagliaro, formatosi nell'ambito del Piccolo Teatro di Milano e intento a dare a questa opera una lettura metateatrale. "E allora non potrebbe essere quella Meta tanto agognata 'l'esibizione assoluta'? 'L'essenza' stessa del teatro?", si chiede il regista. Cosa ci aspetta lo scopriremo soltanto andando a teatro per rimettere in discussione anche la nostra (a)normalità.

Giulia Bravi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa