Il Tirreno

Prato

Carabiniere condannato anche dalla Corte dei conti

Il militare, processato per aver preteso denaro da un cinese, dovrà pagare 500 euro come risarcimento del danno di immagine a favore del ministero della Difesa. Somma ridotta perché la notizia aveva avuto poco clamore

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PRATO. Alla fine, dopo l'inchiesta, tre gradi di giudizio con la condanna confermata in tutti i processi, è arrivata anche la sentenza della Corte dei conti. Verdetto che condanna un carabiniere, all’epoca in forze al nucleo radiomobile della Compagnia di Prato, accusato di aver preteso una somma da un cittadino cinese, al pagamento di 500 euro come risarcimento del danno di immagine a favore del ministero della Difesa. Una cifra irrisoria, che la magistratura contabile della Toscana giustifica in questo modo: «Considerata la scarsa risonanza delle vicenda sugli organi di informazione». Insomma, poca pubblicità, danno contenuto.

La vicenda giudiziaria parte nel luglio 2009, quando Gennaro Patrociello, carabinieri del nucleo radiomobile, finisce sotto inchiesta per aver costretto Dong Xiwei, figlio della titolare di una ditta di confezione a Prato, a promettergli la consegna - anche questa volta - di 500 euro per evitare la denuncia riguardo una serie di irregolarità emerse al termine di un controllo dell'azienda compiuto dal carabiniere.

Per questo episodio il militare è stato condannato in primo grado, un anno dopo, a 2 anni e 2 mesi di reclusione, all'interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e condannato anche a risarcire la parte civile con 5.000 euro. In Appello, nel 2013, la sentenza è stata parzialmente riformata: due anni di reclusione, beneficio della sospensione condizionale della pena e conferma di tutto il resto. La Cassazione, nel settembre 2014, ha rigettato di ricorso del carabinieri e lo ha condannato alle spese processuali. E' a questo punto che inizia il procedimento davanti alla magistratura contabile, per il risarcimento del danno. Secondo la procura della Corte dei Conti Patrociello avrebbe dovuto risarcire 3.000 euro "salvo ogni diversa valutazione del collegio". Collegio che il 14 gennaio scorso ha deciso "lo sconto" di 2.500 euro appunto perché la vicenda ha avuto poca risonanza.

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