Il Tirreno

Prato

urbanistica

Al circolo Curiel il progetto per ridisegnare il Macrolotto Zero

Il 25 gennaio la presentazione del progetto di riqualificazione del Macrolotto Zero
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Il 25 gennaio la presentazione del progetto di riqualificazione del Macrolotto Zero

Prato, nuova esposizione da parte del Gruppo Sostenibilità MO dell'Ordine degli architetti di Prato del progetto "Emmezero lo spazio pubblico come progetto sostenibile"

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PRATO. Dopo la presentazione del 13 novembre scorso all’Urban Center, ci sarà una seconda
esposizione da parte del Gruppo Sostenibilità MO dell'Ordine degli architetti di Prato del progetto "Emmezero lo spazio pubblico come progetto sostenibile", con un evento che si svolgerà al Circolo Curiel di via F.Filzi 39/m, il 25 gennaio alle ore 21. In questa sede sarà illustrato il progetto e allestita una mostra con tavole esplicative che resteranno visibili anche i giorni 26 e 27 gennaio . Il progetto indaga la possibilità di introdurre nuovi spazi di relazione e verde urbano in un quartiere denso e popolato quale è il Macrolotto 0.

"Idea primaria è quella di realizzare in via Pistoiese - si spiega in un comunicato - una zona pedonale che crei una piazza allungata che unisca il macrolotto zero con il centro storico della città. Considerare la via Pistoiese come una piazza allungata ha portato a progettare, aree di ritrovo, aree verdi orizzontali e verticali, alberature, superfici per la street-art, giochi d’acqua e una nuova illuminazione.
La ricerca di nuovi parcheggi ha comportato lo studio delle aree limitrofe e quindi il progetto si è posto anche l’obiettivo di riorganizzare l’edificato esistente. Ci siamo posti il problema di come intervenire svuotando e ricucendo il tessuto urbano senza una casualità e arbitraria discrezionalità.


Stabilito il criterio storico formale sulle direttici del cardo e del decumano abbiamo, con piccole operazioni di “chirurgia” urbana, svuotato parti di isolati, eliminato superfetazioni, parti di edifici industriali e creato percorsi di collegamento, aree di sosta, aree verdi e parcheggi a raso.
Il progetto è progredito individuando edifici di edilizia recente e non qualificata di cui, per operare una rigenerazione urbana sostenibile, è stata ipotizzata la completa demolizione. Con tale operazione, in alcuni casi abbiamo recuperato piazze e spazi verdi e/o orti urbani; in altri casi abbiamo suggerito la sostituzione con nuove architetture (serre, mercati coperti e non, spazi ludici, luoghi di formazione scolastica e polo scientifico -artistico).


Il verde urbano è l’elemento portante del progetto: orizzontale negli orti e nei giardini, nelle coperture verdi da realizzare su alcune coperture piane esistenti e di nuova realizzazione e nei rain garden; verticale con soluzioni da terra o con vasi a parete. Il verde della progettazione si dirama in ogni direzione costituendo una seconda maglia che si interseca con quella centuriale come esemplificato nel logo. Attraverso il recupero puntuale degli edifici e delle vecchie fabbriche e degli spazi residuali il progetto ha cercato di preservare la mixitè e la città fabbrica caratteristiche peculiari del quartiere e della nostra città".

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