Il Tirreno

Prato

Medico e barbiere minacciati, tossicodipendenti a caccia di soldi

di Maria Lardara
Il barbiere Claudio Lorenzini
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Il barbiere Claudio Lorenzini

Due episodi simili tra piazza Sant’Agostino e via del Serraglio a Prato. Il racconto di Claudio Lorenzini: «”Dammi i soldi, sono malato”, mi ha detto agitando una siringa»

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PRATO. Così non gli era mai capitato, in quasi trent’anni di attività di ambulatorio dentro le mura. Fermato sì, magari per una richiesta di spiccioli, ma mai vittima di un’aggressione in pieno giorno. E invece in un tranquillo pomeriggio di venerdì (è accaduto la scorsa settimana) un medico di medicina generale ha avuto la spiacevole sorpresa di imbattersi in due tossicodipendenti a caccia di denaro in piazza Sant’Agostino. No, non è stato solo un incontro ravvicinato. Erano le 15 quando il dottore che ha lo studio a pochi passi dal Duomo è stato fermato da due ragazzi mentre viaggiava a piedi lungo il marciapiede dopo aver parcheggiato l’auto.

«Mi hanno chiesto soldi puntandomi contro un paio di forbici che hanno definito “infette”: sono riuscito a divincolarmi dopo il tentativo di afferrarmi per la sciarpa. A quell’ora - racconta - la piazza era deserta». Quando è arrivato all’ambulatorio dove lo attendevano i pazienti il medico ha chiamato la polizia. «L'insicurezza che si respira - sottolinea il professionista - è più reale che percepita. È stata questione di un attimo. Mi è venuto spontaneo cercare di liberarmi dai due malviventi, presumo tossicodipendenti, piuttosto che dare soldi. In quei momenti ognuno reagisce come si sente».

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Ormai nella zona del Serraglio, ridotta a centrale di spaccio e distribuzione di stupefacenti, la situazione è diventata fuori controllo: chi lavora e vive in centro si trova a dover convivere tutti i giorni con i tanti tossicodipendenti, soprattutto giovani, che gravitano intorno alla stazione ferroviaria. La minaccia di rapina col ricatto della siringa "infetta" è l'incubo che ha vissuto anche Claudio Lorenzini, lo storico barbiere di via del Serraglio. Stesso copione e stesso giorno del medico solo che gli autori della tentata aggressione non viaggiavano in coppia.

«Era un uomo sulla quarantina - racconta - ed è entrato approfittando del fatto che fossi solo in negozio a leggere il giornale». «Dammi soldi, sono malato», sono le parole con cui il tossicodipendente s’è presentato sulla soglia dell’attività agitando una siringa. Niente indugi per l'artigiano che lavora su quella strada dal 1986: ha tirato fuori 50 euro per togliersi di torno quella sgradita e pericolosa presenza.

«Dovevo difendermi in qualche modo, ho pensato alla mia famiglia e non sapevo se quella siringa fosse realmente sporca di sangue. Per un operatore che lavora da solo in negozio i rischi sono aumentati in questa zona». Per difendersi da questi rischi il barbiere ha deciso di far installare una porta elettrica con l’apertura a telecomando, a prova di ladri e rapinatori. L’ha già fatto Elisa Giovannetti, la giovane titolare di “Estetica Elisa”, sempre in via del Serraglio.

«Tutti i giorni bussano alla porta facce “sospette” – denuncia l’estetista - ma io non apro di certo. Non solo: sabato scorso ho assistito a una scena di spaccio di fronte al negozio sul tardo pomeriggio». Nulla di nuovo ma, in effetti, è la prima volta che qualche malintenzionato s’aggira con la siringa per estorcere denaro seminando il terrore tra i passanti.

 

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