Finanza
Il dottore non sarà sospeso
È accusato di aver firmato falsi certificati per un poliziotto
PRATO. Non sarà sospeso il medico indagato con l'accusa di falso in concorso con l'ispettore di polizia R. B. nell'inchiesta che ipotizza la corruzione dello stesso B., della moglie M. C. M., di una consulente del lavoro italiane e di una mediatrice cinese per la concessione di permessi di soggiorno a stranieri che non ne avrebbero avuto i requisiti.
Lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari Silvia Isidori sciogliendo la riserva sulla richiesta di sospensione per due mesi presentata dal sostituto procuratore Laura Canovai, titolare delle indagini.
Al medico, difeso da Michele Nigro, si contesta di aver firmato alcuni certificati che hanno consentito all'ispettore di assentarsi dal lavoro per lunghi periodi a partire dall'agosto 2014, certificati che secondo la Procura non avrebbero attestato il reale stato di salute del poliziotto, fermato mentre svolgeva un servizio di trasporto valori per un'azienda privata e fotografato mentre partecipava a una corsa podistica.
Il giudice, dopo aver interrogato il medico e aver ascoltato le sue giustificazioni, ha ritenuto che non ci fosse il rischio di reiterazione del reato perché, da quanto emerso, i certificati sospetti, sui quali dovrà far luce l'inchiesta, sono stati fatti a beneficio del solo ispettore e dunque non ci sarebbe il rischio che venissero prodotti anche per altri soggetti.
Intanto vanno avanti gli accertamenti della Procura sulla questione dei permessi di soggiorno.
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