Sicurezza
Rapinarono un gioielliere, il pm chiede tre condanne
Tra gli arrestati c'era anche Antonio Leto, conosciuto come cantante neomelodico col nome di Tony Amato: l'aggressione accanto alla Tazza d'Oro
PRATO. Il pubblico ministero Francesco Sottosanti ha chiesto condanne per complessivi 22 anni di reclusione nei confronti di tre imputati accusati di aver compiuto una rapina ai danni di un gioielliere. Si tratta di Giampaolo Fiore, Antonio Leto e Davide Romano, comparsi ieri, 21 gennaio, davanti al giudice dell’udienza preliminare Angela Fantechi. I tre furono arrestati il 21 marzo dell’anno scorso in viale della Repubblica subito dopo aver rapinato il titolare di un “compro oro” che ha sede lungo la stessa via. L’uomo, insieme a un dipendente, era appena entrato nel garage della sua abitazione, dietro al bar Tazza d’Oro, e stava mettendo i gioielli in cassaforte quando fu affrontato dai tre uomini armati e costretto a consegnare i preziosi. I due aggrediti furono poi immobilizzati con fascette di plastica e i tre banditi si apprestavano ad allontanarsi col bottino quando si imbatterono in quattro poliziotti della squadra mobile di Firenze.
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Fu poi spiegato dalla polizia che i quattro avevano appena finito una riunione in Questura, che è proprio lì davanti, e si erano fermati a prendere un caffè quando notarono i movimenti sospetti dei banditi. Uno di questi tentò di allontanarsi in sella a uno scooter e nella colluttazione con un poliziotto lasciò cadere una pistola 357 Magnum col colpo in canna. Gli altri due furono fermati dai colleghi del primo poliziotto mentre tentavano di disfarsi del bottino.
Tra gli arrestati figura anche Antonio Leto, che fino a quel giorno si era fatto conoscere per altri motivi: è infatti un cantante neomelodico che aveva avuto una certa fortuna anche se in ambito locale. Al termine della sua requisitoria il pubblico ministero Sottosanti ha chiesto 8 anni di reclusione per Leto e Fiore, 6 anni per Romano, difeso da Barbara Mercuri. Il giudice ha aggiornato a una prossima udienza per la sentenza.
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