La manifestazione
Allarme dei sindacati «Posti di lavoro a rischio»
PRATO. Per il momento il Consiglio dei ministri ha lasciato nel cassetto il decreto legislativo di riordino del sistema delle Camere di Commercio. Ma non sarà per sempre. Ed è la Funzione publica di...
PRATO. Per il momento il Consiglio dei ministri ha lasciato nel cassetto il decreto legislativo di riordino del sistema delle Camere di Commercio. Ma non sarà per sempre. Ed è la Funzione publica di Cgil, Cisl e Uil Toscana a lanciare l'allarme posti di lavoro, sulla base di una bozza di decreto che sta girando in questi giorni.«Esprimiamo grave preoccupazione - affermano i sindacati - per il testo che a dispetto di quanto previsto dalla legge delega, mette in serio pericolo la tenuta occupazionale e i servizi alle imprese: si prevede una riduzione del 15% del personale - scrivono in un comunicato - con ulteriori incrementi fino al 25% per le Camere di Commercio accorpate, che porterebbe in Toscana ad un esubero di circa 200 unita` sulle quasi 700 oggi impiegate direttamente dalle Camere di commercio».
Numeri solo ipotizzati, per il momento, ma che preoccupano anche il presidente della Camera di Commercio di Prato Luca Giusti che i conti li ha già fatti:«Per quanto concerne le Camera di Commercio di Prato e Pistoia che hanno iniziato il processo di fusione, se i tagli venissero confermati, l'organico dovrà diminuire di 15 unità per ciascuna Camera di Commercio (120 dipendenti in totale, 60 ciascuna ndr)». Non poca cosa, dunque.
«Se questa linea troverà conferma - prosegue Giusti - da parte mia inizierà certamente una riflessione anche sulla governance dell'ente. Ho accettato questo incarico per sviluppare commercio e territorio non per fare l'esatto contrario: tagliare teste e fare il liquidatore delle Camera di Commercio, senza apportare sviluppo». Resta inoltre controversa la collocazione dei dipendenti del sistema camerale: se sono cioè dipendenti pubblici o privati. «Le Camera di Commercio hanno partecipazioni pubbliche - prosegue Giusti - ma i dipendenti vengono pagati con le entrate dei diritti camerali che le aziende versano». I sindacati estendono l'allarme all'intero sistema camerale: «Anche l'Unione regionale (l'ente che governa regionale che governa le Camera di Commercio che in Toscana ha 22 dipendenti ndr) e le aziende speciali (aziende gestite direttamente dalle Camere di commercio che Prato e Pistoia non hanno ndr) sono lasciate al loro destino nella bozza di decreto».
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