Il Tirreno

Prato

Camere di commercio di Prato e Pistoia, 30 dipendenti a rischio

La sede della Camera di Commercio
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La sede della Camera di Commercio

L'allarme lanciato dalla Funzione Pubblica Cgil, Cisl e Uil Toscana e confermato da Luca Giusti, presidente dell'ente pratese, sulla base di una bozza del decreto di riordino

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PRATO. Per il momento il Consiglio dei ministri ha lasciato nel cassetto il decreto legislativo di riordino del sistema delle Camere di Commercio. Ma non sarà per sempre. Ed è la Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil Toscana a lanciare l'allarme posti di lavoro, sulla base di una bozza di decreto che sta girando in questi giorni.

"Esprimiamo grave preoccupazione - affermano i sindacati - per il testo che a dispetto di quanto previsto dalla legge delega, mette in serio pericolo la tenuta occupazionale e i servizi alle imprese: si prevede una riduzione del 15% del personale - scrivono in un comunicato - con ulteriori incrementi fino al 25% per le Camere di Commercio accorpate, che porterebbe in Toscana ad un esubero di circa 200 unità sulle quasi 700 oggi impiegate direttamente dalle Camere di commercio".

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Numeri solo ipotizzati, per il momento, ma che preoccupano anche il presidente della Camera di Commercio di Prato Luca Giusti che i conti li ha già fatti:"Per quanto concerne le Camera di Commercio di Prato e Pistoia che hanno iniziato il processo di fusione, se i tagli venissero confermati, l'organico dovrà diminuire di 15 unità per ciascuna Camera di Commercio (120 dipendenti in totale, 60 ciascuna ndr)". Non poca cosa, dunque.

"Se questa linea troverà conferrma - prosegue Giusti - da parte mia inizierà certamente una riflessione anche sulla governance dell'ente. Ho accettato questo incarico per sviluppare commercio e territorio non per fare l'esatto contrario: tagliare teste e fare il liquidatore della Camera di Commercio, senza apportare sviluppo". Resta inoltre controversa la collocazione dei dipendenti del sistema camerale: se sono cioè dipendenti pubblici o privati. "Le Camera di Commercio hanno partecipazioni pubbliche - prosegue Giusti - ma i dipendenti vengono pagati con le entrate dei diritti camerali che le aziende versano. Su questo punto, in particolare, abbiamo chiesto pareri ai più alti livelli del governo ma ancora nessuno ci ha dato risposta". 

I sindacati estendono l'allarme all'intero sistema camerale: "Anche l'Unione regionale (l'ente che governa regionale che governa le Camera di Commercio che in Toscana ha 22 dipendenti ndr) e le aziende speciali (aziende gestite direttamente dalle Camere di commercio che Prato e Pistoia non hanno ndr) sono lasciate al loro destino nella bozza di decreto".

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Per i sindacati si tratta di “una scelta grave e sbagliata: primo perché contraria alla legge, secondo perché assunta in assoluta solitudine, senza alcun confronto con i rappresentati dei lavoratori e senza considerare le necessità del tessuto produttivo. In questo modo si smantellerebbe un sistema composto da professionalità di assoluta eccellenza che garantisce un indispensabile supporto all’economia toscana ed, in particolare, al sistema della piccola e media impresa che rappresenta la spina dorsale del nostro sistema economico e produttivo”.

La Funzione pubblica di Cgil, Cisl e UIL Toscana chiede al Governo "di dare corso al riordino garantendo la salvaguardia dei livelli occupazionali secondo quanto disposto dalla legge delega, anche perché in mancanza di una norma a garanzia dei posti di lavoro, il decreto risulterebbe viziato da eccesso di delega e quindi illegittimo. Rivolgiamo un appello alle associazioni d'impresa della Toscana - proseguono - alle istituzioni regionali e locali, ai parlamentari eletti nella nostra Regione perché si attivino per evitare che vengano smantellati servizi vitali per il territorio”.

 E' già in preparazione la mobilitazione dei lavoratori: “Per tutte queste ragioni - concludono Cgil, Cisl e Uil Toscana - indiciamo lo stato di agitazione del personale e, nel caso in cui il governo dovesse ostinatamente procedere ad un riordino fatto sulle spalle dei lavoratori, siamo pronti a dare battaglia con una mobilitazione unitaria, coordinata a livello nazionale, da portare in tutti i posti di lavoro: camere di commercio, unioni camerali e aziende speciali”.

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