Il Tirreno

Prato

Revisione caldaie, tutto quel che c’è da sapere

I tecnici della manutenzione delle caldaie
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I tecnici della manutenzione delle caldaie

Prato, cambia la normativa, ma i controlli resteranno biennali per la maggioranza degli impianti domestici, cala il costo del “bollino” della certificazione, pochissimi gli impianti di condizionamento da sottoporre a verifica

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PRATO. E’ cambiata dal primo gennaio 2016 la normativa regionale per la manutenzione delle caldaie domestiche sia quelle in appartamento sia gli impianti centralizzati (norma che uniforma leggi nazionali che a loro volta recepiscono normative europee). Non si parla della semplice pulizia della caldaia ma della revisione dell’impianto con contestuale controllo dei fumi. «Si chiama - piega Stefano Chini, capo area Publies - controllo di efficienza energetica e per gli utenti di Prato non porterà clamorose novità».

Cosa accade. Poche novità, nel senso che i circa 60.000 possessori di impianti termici (iscritti nel catasto delle caldaie che gestisce Publies) già dovevano “autocertificare” la funzionalità del loro impianto ogni due anni (negli anni pari). E dovranno continuare a farlo. Solo che non si chiamerà più autocertificazione ma, appunto, controllo di efficienza energetica. Chi ha fatto il controllo nel 2014, dovrà rifarlo, come sempre, quest’anno.

Le cadenze. Non per tutti però vale questa regola, solo per la maggioranza. Vediamo dunque: tutte le caldaie collocate in ambiente interno dovranno subire la revisione ogni due anni. Le caldaie collocate all’esterno (balconi e terrazzi, per esempio) più vecchie di 8 anni, subiranno la revisione ogni due anni come “le sorelle” dentro casa. Le caldaie esterne con età fino a 8 anni, dunque nuove e seminuove - ed è questa una novità - dovranno essere controllate ogni 4 anni. Dunque - ed è l’unico caso - i possessori di caldaie nuove esterne che abbiano effettuato la revisione nel 2014 dovranno farla nel 2018. Per gli impianti centralizzati, invece, di grande potenza e dimensioni, il controllo dovrà avvenire ogni anno.

Bollini e costi. Come già accade la revisione con controlli fumi sarà certificata da un tecnico scelto privatamente che invierà i risultati a Publies.  Sulla certificazione in mano al privato verrà messo “il bollino”. «I costi del manutentore privato - prosegue Chini - non dipendono nè da Publies nè dal Comune. Eventualmente, il possessore della caldaia si può rivolgere alle associazioni di categoria per avere capire minimi e massimi. Il costo del bollino, invece, lo decide la pubblica amministrazione ed è calato». Ogni due anni il cittadino che sottoponeva la caldaia alla revisione pagava 24 euro (più Iva al 22%) di bollino. Da ora in poi, invece, ne pagherà 16 (più Iva al 22 %) oltre al costo, ovviamente, dell’intervento.

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Occhio alle sanzioni. Più che raddoppiate invece le sanzioni in caso di mancata revisione biennale della caldaia. «A Publies l’elenco delle caldaie che hanno saltato il controllo arriva nell’arco di qualche mese - afferma Chini - e la verifica, appunto per questioni di sicurezza, è immediata». Se prima i “furbetti” pagavano 56 euro, ora ne sborseranno 120 e più l’impianto è potente, più la stangata sarà dolorosa.

Condizionatori. E’ la terza novità della legge, che impone controlli agli impianti di refrigerazione con una potenza superiore ai 12kilowat. «Significa impianti molto grandi e potenti - conclude Chini - Chi ha un impianto in casa (3-4kw) non deve preoccuparsi perché non è soggetto al controllo». Per informazioni: 800 483 450 (solo da rete fissa); telefono: 0574 870870 (da rete fissa e mobile).

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