Il Tirreno

Prato

Perse il lavoro un anno fa, ora ha lo sfratto esecutivo

Ilenia Reali
Una delle proteste degli operai di Eurotintoria (foto Batavia)
◗
Una delle proteste degli operai di Eurotintoria (foto Batavia)

Prato, ex operaia di Eurotintoria ha il marito sulla sedia a rotelle e il figlio a carico. «Sono disponibile a fare qualsiasi lavoro, dateci un aiuto»

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Non tutte le disgrazie vengono da sole. Un detto che ben si adatta a Maria Gambino, 60 anni, disoccupata. Addetta al controllo qualità nell'azienda Eurotintoria, un anno fa, con la chiusura dell'azienda, è stata licenziata insieme ai suoi colleghi. Non è mai il momento giusto per perdere il lavoro ma per Maria non lo era in modo particolare. Il marito era su una sedia a rotelle per una grave invalidità e tolta la pensione dell'uomo, 500 euro circa, lo stipendio della donna era l'unica entrata di casa.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.12810801:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12810801:1652183333/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Una situazione finanziaria già complicata dal momento che la coppia vive, insieme al figlio che non è mai riuscito ad avere una situazione economica indipendente, in un appartamento in cui l'affitto costa 850 euro. Con la perdita del lavoro, anche se Maria può contare sulla cassa integrazione, i mesi di arretrato sull'affitto sono aumentati tanto da essere arrivata oggi a un passo dallo sfratto esecutivo fissato per il 26 gennaio dopo un paio di rinvii ottenuti quest'inverno.

«Sto vivendo una situazione drammatica - spiega la donna - perché non riusciamo a tirarci fuori dai guai. Siamo rimasti indietro ed è come se fossimo in un vortice. Tra l'altro il nostro reddito non rientra nei minimi previsti per ottenere punteggi elevati nelle case popolari e non riusciamo a trovare una casa con un affitto da 600-650 euro cifra che ora saremmo in grado di pagare dal momento che da settembre hanno dato l'accompagnamento a mio marito».

[[atex:gelocal:il-tirreno:prato:cronaca:1.10672235:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/prato/cronaca/2015/01/16/news/eurotintoria-chiude-82-lavoratori-a-casa-1.10672235]]

«Negli ultimi due mesi abbiamo pagato al proprietario di casa 600 euro al mese - racconta - ma abbiamo tanti mesi di morosità e non si può tornare indietro. Inoltre gli 850 euro non sono per noi sostenibili. Tanto più che io non so come farò una volta che avrò terminato anche la mobilità. Sono disponibile a fare qualsiasi cosa, anche per qualche ora al giorno. Mio figlio aveva trovato un posto in un bar, un lavoro con una retribuzione bassa, ma almeno gli consentiva di pensare alle sue cose, a pagare le spese della sua auto che è l'unica della famiglia. Ma non gli hanno rinnovato il contratto».

Maria Gambino, che al momento della chiusura dell'azienda preferì per pudore non raccontare la sua situazione, già complicata, ha deciso di metterci la faccia. «Adesso non posso più pensare che provo vergogna a dire come ce la stiamo passando. Tra pochi giorni se non mi rimandano lo sfratto siamo fuori di casa».

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa