Sicurezza
Il volontariato vuole contare di più
La presidente della delegazione di Prato Cesvot, Cristina Tacconi, commenta i dati della ricerca realizzata dall’Università di Pisa
PRATO. Il volontariato pratese guarda oltre la crisi e cerca, oltre a nuovi volontari per un ricambio generazionale, maggiore consapevolezza e partecipazione da parte della cittadinanza. E’ uno degli aspetti che emerge da “Oltre la crisi. Identità e bisogni del volontariato in Toscana” la ricerca più ampia mai condotta relativamente al volontariato toscano svolta da settembre 2014 a febbraio 2015, realizzata dall’Università di Pisa e pubblicata dal Cesvot nell’omonimo Quaderno. Un lavoro che tocca tutte le province offrendo un quadro molto dettagliato del volontariato locale e che sarà oggetto di una serie di incontri territoriali (a Prato sabato 5 marzo nella sede di Prato del Cesvot in via Buozzi 78/80) condotti dal professor Andrea Salvini coordinatore della ricerca, rivolti a volontari e gli operatori delle associazioni, enti pubblici e tutti i cittadini interessati a conoscere la realtà pratese. A Prato, infatti, delle 191 associazioni locali aderenti al Centro Servizi Volontariato Toscana hanno risposto al questionario oltre il 70%. Le piccole associazioni rappresentano il 47,7%, le medie il 35,9% mentre quelle grandi sono il 16,4%. A proposito di finanziamento: il 37% si autofinanzia, il 30,7% si avvale del pubblico e il 32,3% del privato. A Prato tra l’altro la maggior parte delle associazioni (il 65,9%) è autonomo: non ha infatti convenzioni con gli enti pubblici mentre il 34,1% ne hanno attive.
«Questa ricerca offre molti spunti di riflessione anche sulla realtà pratese – commenta Cristina Tacconi presidente della Delegazione di Prato del Cesvot – in questo momento, per esempio, sembra meno importante, politicamente, l’idea di capire cosa vuol dire essere volontario rispetto all’offrire un servizio, dare una mano dove c’è bisogno, questo vale per tutti i settori dell’associazionismo. Per il volontario è una sorta di messaggio: con il mio donare costruisco una comunità diversa basata su valori di solidarietà e non individualista». In termini di esigenze e bisogni le realtà pratesi cercano un ricambio generazionale, una migliore accoglienza e tutoraggio verso i nuovi volontari e maggiori fondi. In dettaglio oltre il 31,1% delle associazioni di volontariato sente come esigenza primaria una maggiore visibilità comunicativa e più consapevolezza e partecipazione da parte della cittadinanza. Richiedono poi formazione di base (il 31,3%) e rendere più competenti i volontari per gestire situazioni specifiche.
La ricerca è disponile su www.cesvot.it il portale del Centro Servizi completamente rinnovato, pensato per facilitare l’accesso ai servizi e alle informazioni. E’ stato infatti riorganizzato e riordinato tutto il patrimonio informativo (gli atti normativi, le Collane editoriali, ecc), progettato un nuovo sistema di accesso online ai servizi di consulenza e alle offerte formative e rinnovata l’area della comunicazione con approfondimenti, dossier, foto, video e rassegna stampa sul volontariato.
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