La protesta
Il Centro Pecci si arricchisce di opere della collezione Grassi: da Schnabel a Warhol
Il nuovo comodato aggiorna un precedente del 2011/2013 con un accordo decennale sottoscritto con la famiglia dell'imprenditore originario di Prato ma milanese d'adozione
PRATO. In attesa della riapertura dell'attività espositiva il prossimo ottobre, il Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato incrementa la propria raccolta grazie al nuovo comodato di opere provenienti dalla collezione di Alessandro Grassi, che aggiorna un precedente del 2011/2013 con un nuovo accordo decennale, sottoscritto con la famiglia dell'imprenditore originario di Prato ma milanese d'adozione. Un corpus di 35 opere e un portfolio di 12 fotografie di Andy Warhol vanno ad arricchire la collezione del Centro Pecci, integrandola soprattutto nel nucleo di ricerche artistiche sviluppate fra gli anni Ottanta e Novanta, quando il Centro Pecci, nel 1988, ha dato avvio all'attività espositiva e alla raccolta del suo patrimonio permanente. Stefano Pezzato, conservatore della collezione, che vanta ad oggi oltre 1000 opere realizzate negli ultimi cinquant'anni, ha affermato: “, ma soprattutto un segnale di fiducia per lo sviluppo e la promozione del patrimonio d'arte contemporanea di Prato e della Toscana. Lo consideriamo un punto di partenza per arricchire sempre più la raccolta del Centro Pecci, che finora ha seguito l'attività espositiva del museo e in futuro potrà essere integrata anche grazie alla disponibilità e alla collaborazione di privati illuminati come i famigliari di Alessandro Grassi”.
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Il nuovo comodato Alessandro Grassi al Centro Pecci include un grande arazzo realizzato a quattro mani da Alighiero Boetti e Mimmo Paladino, opere significative degli esponenti della Transavanguardia Sandro Chia, Francesco Clemente, Enzo Cucchi e Mimmo Paladino, gli ultimi due già celebrati in mostre personali e rappresentati nella collezione del Centro Pecci, come pure l'americano Julian Schnabel di cui viene ora acquisito uno dei celebri dipinti su piatti dei primi anni Ottanta.
La collezione Grassi porta in dote al Centro Pecci anche due dipinti di Salvo della metà degli anni Settanta, quattro importanti tele di Mario Schifano fra cui il Grande quadro equestre italiano (1980), cinque tavole dipinte fra metà anni Ottanta e Novanta da Gino De Dominicis, un ovale "balinese" di Luigi Ontani (1995-96), una piccola scultura policroma del tedesco Markus Lüpertz (1990), due grandi ritratti su tela dell'americano Alex Katz (del 1989 e 2000), un grande dittico a olio dell'americano David Salle (2003). A questi si aggiungono un dipinto "anti-fotografico" dell'americano Neil Jenney (1970), una nota definizione concettuale della serie Art as Idea as Idea di Joseph Kosuth (1968), la celebre icona di Jacqueline al funerale di J.F. Kennedy di Andy Warhol (1964).
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Il portfolio di 12 fotografie in bianco e nero di Andy Warhol (edizione del 1980) introduce la parte fotografica del comodato Grassi ora al Centro Pecci, che comprende inoltre due "fotografie d'arte" di William Eggleston (1973; 1999/2000), una veduta on the road di Stephen Shore (1974), due interni di Nan Goldin (1986; 2001), due esterni di Wolfgang Tillmans (1994), una grande composizione fotografica di Gilbert & George (1988), una stampa cromogenica di David Fischli & Peter Weiss (1992/2000).
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Alessandro Grassi è nato a Prato nel 1942, trasferendosi con la famiglia a Milano dove è cresciuto e si è affermato come imprenditore nell'ambito industriale degli inchiostri tipografici; è scomparso a Forte dei Marmi nel 2009. Dagli anni Ottanta è stato uno dei collezionisti d'arte contemporanea più significativi nella stagione del cosiddetto ritorno all'espressività pittorica e della ripresa figurativa. Dall'inizio ha acquisito opere della Transavanguardia, allargando quindi il proprio interesse alla pittura postmoderna prevalentemente dell'area tedesca e nordamericana. Negli anni Novanta si è appassionato a grandi artisti internazionali avviando, parallelamente alla pittura, una importante raccolta di fotografia d'arte. Negli stessi anni ha sostenuto anche la giovane pittura italiana. La prima pubblicazione su questa particolare Collezione privata è stata curata da Maria Cristina Mundici e presentata da Achille Bonito Oliva nel 1993. Le fotografie della sua collezione sono state esposte alla Galleria Civica di Bolzano nel 1999, a cura di Letizia Ragaglia. A selezioni dalla collezione Alessandro Grassi si sono interessate inoltre le mostre De Gustibus: collezione privata Italia, allestita a Siena nel 2002, e Pittura europea dagli anni '80 a oggi, presentata alla Fondazione Stelline di Milano nel 2011. Alle opere della Transavanguardia della sua raccolta sono state invece dedicate mostre specifiche al MART di Rovereto nel 2004 e al MAN di Nuoro nel 2006. Come ha ricordato Giorgio Verzotti, nel saggio pubblicato in occasione della mostra sulla collezione Alessandro Grassi alla Fondazione Stelline del 2011, il colore è stato un elemento fondamentale per questo collezionista, al punto da essere determinante in molte sue scelte. Si evince da qui quindi perché la predilezione del collezionista, a partire dagli anni Ottanta, sia stata rivolta soprattutto alla riscoperta della pittura e all'affermazione della fotografia d'arte, basate su valori espressivi ed emozionali veicolati principalmente attraverso l'uso del colore.
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La collezione del Centro Pecci
La collezione del Centro Pecci include oltre mille opere, in prevalenza sculture, installazioni e ambienti, dipinti, fotografie e opere video, realizzati dagli anni Cinquanta ad oggi e acquisiti per lo più in seguito alle mostre ospitate nei suoi spazi. Nuclei specifici di opere provengono dalla Collezione Carlo Palli, da acquisizioni degli Amici del Centro Pecci e della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Di particolare rilievo risultano i lavori di vari esponenti dell’Arte Povera e della Transavanguardia italiana e internazionale, così come di artisti dell’ex URSS. La raccolta comprende inoltre un vasto nucleo di opere e progetti di Poesia Concreta, Poesia Visiva, esperienze visuali di musicisti e performer, sezioni dedicate all’Architettura Radicale, al Cinema d’artista in Toscana dal 1964 al 1980, al libro d’artista.
In collezione, tra le altre, vi sono opere di Vito Acconci, Nobuyoshi Araki, Stefano Arienti, Marco Bagnoli, Rossella Biscotti, Botto & Bruno, Paolo Canevari, Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Jan Fabre, Lucio Fontana, Marco Gastini, Piero Gilardi, Dmitry Gutov, Emilio Isgrò, Ilya Kabakov, Anish Kapoor, Jannis Kounellis, Barbara Kruger, Francesco Lo Savio, Sol LeWitt, Philip-Lorca di Corcia, Eliseo Mattiacci, Fausto Melotti, Mario Merz, Liliana Moro, Robert Morris, Ugo Mulas, Bruno Munari, Vik Muniz, Maurizio Nannucci, Hermann Nitsch, Julian Opie, Anatoly Osmolovsky, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Gianni Pettena, Michelangelo Pistoletto, Anne e Patrick Poirier, Remo Salvadori, Julian Schnabel, Daniel Spoerri, Mauro Staccioli, Superstudio, David Tremlett, UFO, Valie Export, Massimo Vitali, Yelena & Viktor Vorobyev, Erwin Wurm e Gilberto Zorio.
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