Proteste
Stop a contributi, basta partecipazioni
I fondi dell’ente tagliati del 40% e domani si sapranno le nuove funzioni
PRATO. Se la congiuntura economica del distretto va, sono le finanze della Camera di Commercio a soffrire. Per i diritti camerali tagliati del 45% nel 2016 (del 35 l’anno scorso e fino al 50% l’anno prossimo) e per la fase di grande trasformazione che stanno attraversando. «Attendiamo l’approvazione del decreto delegato domani - dice il presidente Luca Giusti - della legge di riforma delle Camere di Commercio per sapere quali funzioni avremo». Transizione, appunto. Iniziata e non ancora conclusa con la fusione con Pistoia («siamo a metà strada») e proseguita con la cessazione, per legge, dalle varie partecipazioni in enti. Un po’ di numeri, anche in questo caso. La Camera di Commercio di Prato poteva contare su circa 8 milioni e mezzo l’anno provenienti dalla quota delle imprese. «Due milioni e mezzo - spiega Giusti - andavano al sostegno delle aziende e e per lo sviluppo del territorio. Altri 5 milioni e mezzo servivano per il funzionamento della macchina». Ovvero per mantenere i circa 60 dipendenti («il nostro obiettivo è mantenere i livelli occupazionali»), per le tasse (circa 400.000 euro) e per rispettare il taglio del 10% previsto dalla spending review decisa dal governo (altri 350.000 euro). Poi c’è il costo di presidente, giunta (6 componenti) e consiglio (23 membri) in totale 45.000 euro l’anno. «Con la diminuzione delle quota di spettanze alle aziende decisa dal governo - spiega Giusti - quest’anno abbiamo a disposizione circa 5 milioni di euro. Destineremo circa 900.000 /un milione di euro al territorio e il restante (4 milioni) servirà per la gestione (4 contratti a termine non rinnovati, pensionati non sostituti). E’ evidente che non possiamo farcela, lavoriamo a debito». Per forza di cosa la Camera di Commercio ha bloccato i contributi che prima garantiva agli enti, anche culturali (Met, Datini, per fare due esempi) della città e ha dismesso in massa le partecipazioni. «Ne abbiamo mantenute solo tre - conclude Giusti - Interporto con il 12,5%, l’aeroporto di Firenze con 1,8% e il Museo del Tessuto al quale diamo 50.000 euro».(c.o.)
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