Gioco
Nel 2015 più aziende e più lavoro e la parte del leone la fa l'agricoltura
Secondo il presidente della Camera di Commercio di Prato Luca Giusti "andamento positivo del distretto e nel 2016 risultati da consolidare". Cala il tessile (meno 1,5%) ma sono più che dimezzate le richieste di cassa integrazione
PRATO. Il distretto industriale non va male. Non troppo. «Nel 2015 abbiamo registrato uno 0,5% in più di imprese attive sul territorio rispetto all’anno precedente e per quest’anno ci aspettiamo un consolidamento. Sono segnali positivi che speriamo di confermare». Luca Giusti, presidente della Camera di Commercio, è moderatamente soddisfatto. Pochi entusiasmi, solo numeri, che sono poi quelli che servono e che regalano qualche sorpresa.
In numeri assoluti, la crescita delle aziende e dunque del lavoro dello 0,5% significa, circa 150 imprese in più sul territorio. Non tante, non poche. «Di queste la parte del leone l’ha fatta - prosegue Giusti - il settore agricoltura con un più 3%». Ed è appunto la sorpresa: un comparto, quello agricolo, che a Prato conta ormai 600 aziende attive. Il manifatturiero resta stabile a 8.200 imprese mentre continua la flessione - anche se rallenta - del tessile (meno 1,5%) e del settore edile (meno 1,48%). Segno più invece nel commercio (1,6%), nel settore ristoranti e alberghi (un altro 3%) e dei servizi (0,7%).
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«Sono dati che mi fanno dare una valutazione positiva dell’andamento economico - prosegue Giusti - anche perché il settore trainante di Prato che resta il manifatturiero, sostanzialmente tiene mentre registriamo una certa vivacità nei settori dell’agricoltura e dell’accoglienza. E’ un quadro soddisfacente quindi anche dal punto di vista della diversificazione».
Discorso a parte per il tessile «che prosegue nel suo calo fisiologico - afferma il presidente della Camera di Commercio - provocato, in particolare, dalla cessazione di quella parte di imprese che hanno mancato l’appuntamento con riorganizzazione e innovazione». La Camera di Commercio sulla filiera tessile ha avviato uno studio approfondito «che ha coinvolto il 65% di imprenditori che operano nel settore contattati per avere un quadro completo della situazione».
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Le risposte date dagli imprenditori vengono analizzate in queste settimane. «Sono però già emersi dati evidenti - conferma Giusti - che la filiera esiste ancora ed è completa anche se presenta delle strozzature, in particolare per quelle lavorazioni che restano stagionali e non più continuative. Quando il rapporto di filiera sarà completato toccherà alle associazioni di categoria valutare risultati e indicazioni e prendere decisioni».
E PER L'ENTE E' SUPER AUSTERITY
Anche se i numeri verranno presentati a breve, è Giusti che conferma la marcia serrata dell’imprenditoria straniera che con le nuove aperture resta un passo avanti a quella italiana. Un altro fattore che regala «fiducia, un termine importante e del quale abbiamo molto bisogno», è il crollo delle richiesta di cassa integrazione: «Nel primo trimestre dell’anno scorso - dice Giusti - sono diminuite del 73%, nel secondo (ultimi dati disponibili ndr) sono calate del 49. Questa forte contrazione ha due motivi di fondo - continua – la ripresa indiscutibile del lavoro e la cessazione di imprese decotte che hanno smesso di chiedere gli ammortizzatori sociali». Più imprese, più produzione, più lavoro: indicatori che messi uno dietro l’altro «ci portano ad affrontare il 2016 - conclude Giusti - con la volontà di consolidare il risultato».
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Moda, marketing, formazione. Sono i tre settori - che in regime di austerity - la Camera di Commercio sosterrà nel 2016. Duecentomila euro andranno al progetto “Prato ModaLab” «per far crescere - afferma Giusti - il settore moda e per incrementare il prodotto finito». Sinergia forte con il Centro Firenze per la mod a il cui direttore e il pratese, imprenditore, presidente Uip, Andrea Cavicchi.
Per il marketing territoriale (120.000 euro) al primo posto c’è lo sviluppo delle attività nel centro storico mentre sul fronte della formazione degli imprenditori la Camera di Commercio metterà a bando 345.000. Poi c’è l’auditorium «che nel 2015 ha visto l’ingresso di 15.000 persone. Lancio un appello per incrementarne l’uso - conclude Giusti - sia a livello nazionale e che internazionale».
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