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Prato

Scuola digitale: tablet e bit invece dei libri

Scuola digitale: tablet e bit invece dei libri

Un progetto del Comune da 835.000 in tre anni Squittieri: «Formiamo i ragazzi del futuro»

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PRATO. Connessione a 100 mega in ogni elementare e in ogni media; strumentazione digitale: lavagne lim (interattive multimediali), tablet e smartphone, per lo studio condiviso, programmi didattici nei quali, fin da piccoli, i bambini imparino il linguaggio della programmazione. E’ la “buona scuola” declinata alla pratese. O meglio, declinata secondo quel patto forte stretto tra Comune e scuole cittadine che a breve - questione di settimane se non di giorni - porterà la fibra ottica nei primi tre istituti: Mascagni, Malaparte, Meoni. E’ la scuola digitale, voluta dall’assessore all’innovazione Benedetta Squittieri per un buon motivo: «Perché è il modo per realizzare un accesso democratico all’informazione digitale - dice - che sia uguale, nelle strumentazione e delle possibilità che questa dà, in ogni comprensorio e per ogni alunno. A tutti deve essere garantito il medesimo livello di formazione, senza differenze nell’uso consapevole delle tecnologie». E per realizzare il progetto “scuola digitale” il Comune ha investito soldi: nel triennio (fino al 2017) 835.000 euro per cablare gli istituti (intervento affidato a Estra) con WiFi e banda larga. «Sono tre gli utilizzi che la banda larga ci consente - prosegue Squittieri - l’insegnamento con l’uso dei mezzi digitali, il controllo efficace dell’amministrazione e la video sorveglianza. Un sistema certamente migliore rispetto all’installazione delle telecamere a circuito chiuso, perché verrà integrato con quello della polizia municipale». Insomma, le immagini delle telecamere nelle scuole finiranno “in diretta” sui monitor della centrale operativa di piazza Macelli che potrà intervenire in tempo reale.

Anche il decreto “La buona scuola” del governo è venuto in soccorso al progetto di Prato «non solo come base politica - è il giudizio di Squittieri - visto che promuove la cultura digitale e i linguaggi della programmazione per formare fin da subito i giovani e così costruire i professionisti del futuro» ma anche dal punto di vista economico, attraverso una serie di bandi che utilizzano fondi europei per la fibra ottica. In questo caso il Comune ha avuto il ruolo di “cabina di regia” aiutando le scuole a partecipare alle gare: «Abbiamo fatto rete, come si dice - prosegue Squittieri - e il risultato è stato che 14 istituti comprensivi di Prato hanno ottenuto i 18.600 euro messi a bando dal ministero dello Sviluppo Economico». Ma non basta, perché i piccoli digitali pratesi, possono proseguire la loro formazione digitale anche oltre l’orario scolastico con le iniziative organizzate da Coder Dojo Prato, un nome particolare ma che sta a significare l’insegnamento del “coding” (della programmazione) nel “dojo” che è un termine giapponesi che indica i luoghi dove si pratica l’arte marziale. I piccoli samurai pratesi dell’informatica (dai 6 ai 12 anni), si sono incontrati a 35 per volta in luoghi diversi, con i “mentor” Coder Dojo (organizzazione indipendente e senza scopo di lucro) e armati di merenda e portatile «hanno imparato - conclude Squittieri - che con gli strumenti della tecnologia puoi costruire e divertiti».

Cristina Orsini

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