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Prato

L’addio a don alberto maggini

Cattedrale gremita di fedeli e sirene della Misericordia

Cattedrale gremita di fedeli e sirene della Misericordia

PRATO. Una Cattedrale gremita di fedeli che poche volte si è vista. Ai funerali di don Alberto Maggini, il parroco di Capezzana scomparso giovedì pomeriggio all’età di 76 anni, c’era quella che lui...

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PRATO. Una Cattedrale gremita di fedeli che poche volte si è vista. Ai funerali di don Alberto Maggini, il parroco di Capezzana scomparso giovedì pomeriggio all’età di 76 anni, c’era quella che lui definiva la sua famiglia, ovvero gli abitanti della parrocchia che ha guidato per quasi 50 anni e poi le tantissime persone che ha incontrato nel corso del suo ministero sacerdotale iniziato nel 1964 quando venne ordinato presbitero. Le esequie, ieri mattina, sono state celebrate dal vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli, e concelebrate da molti sacerdoti. Anche il presule ha sottolineato come la Cattedrale fosse piena: «Così tante persone non si vedono nemmeno nei giorni più significativi dell’anno» ha detto il vescovo. C’erano persone di tutte le età, da quelle con i capelli bianchi a giovani che piangono il loro parroco, ma anche ex professore al Dagomari nonché guida sportiva. Il sacerdote era, infatti, un grande appassionato di calcio che per lui doveva essere motivo aggregante. I canti della messa esequiale sono stati eseguiti dal coro di Capezzana e in Duomo hanno presenziato la scuola calcio del Tavola e i volontari della Misericordia del paese che all’esterno della Cattedrale hanno schierato i mezzi per dare l’ultimo saluto terreno al prete. Quando la bara è stata condotta fuori dal Duomo sono state fatte suonare le sirene dei mezzi e i volontari della Misericordia si sono inginocchiati attorno al feretro recitando l'Ave Maria. Ha usato parole toccanti monsignor Agostinelli nell’omelia nel parlare di don Alberto Maggini. «Per tutti era simpaticamente don Maggini - ha ricordato il vescovo - Oggi è accanto a noi nella gloria del Padre. Ed è bello vedere tutti voi qui riuniti nel celebrare la Pasqua del Signore. Proviamo tristezza per la scomparsa di don Alberto, ma questa tristezza è unita alla speranza che ora il nostro amatissimo don Alberto ha raggiunto la sua meta eterna. I momenti gioiosi ma anche quelli tristi bisogna viverli insieme come famiglia di Dio, così come facciamo adesso. Don Alberto – ha aggiunto monsignor Agostinelli – come tutti i sacerdoti è stato un dono di Dio. Ha lasciato un’impronta indelebile nel corso del suo ministero sacerdotale: prima a Tavola dove fu vice parroco, nel periodo in cui ha dato un mano alla parrocchia di Vergaio ma soprattutto a Capezzana, quella che definiva la sua famiglia. Don Maggini non c’è più fisicamente ma ha compiuto la sua missione e la sua opera non può andare perduta ma deve proseguire attraverso l’insegnamento che ci ha lasciato».

Azelio Biagioni

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