Il Tirreno

Prato

«Sono fantasmi che nessuno vuole vedere»

«Sono fantasmi che nessuno vuole vedere»

Dopo le proteste per i senzatetto in biblioteca rispondono Caritas e La Pira: Non danno fastidio

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PRATO. «La popolazione vede con sospetto chi, per una ragione o per un’altra, vive per strada. E non si guarda l’umanità di queste persone rimaste senza casa, senza lavoro e che tirano avanti grazie alla carità dei servizi che ci sono sul territorio». Traccia un quadro triste quanto reale Giovanni Pieraccini, vice presidente della Caritas pratese, su quei soggetti che non hanno più nulla se non l’aiuto di istituzioni cittadine, l’affetto e il conforto dei volontari come quelli della Caritas che ogni sera vanno da loro per offrire una bevanda calda, un panino e una carezza.

E’ di pochi giorni fa la protesta di un padre di un ragazzo che frequenta la biblioteca Lazzerini che, attraverso il nostro giornale, si è lamentato della presenza di un gruppo di senzatetto che passa alcune ore del giorno nella struttura. Pronta la replica del direttore della Lazzerini, Franco Neri, che ricorda come la biblioteca sia un luogo pubblico, aperto a tutti, con l’ingresso ovviamente inibito ai molesti.

Spazio diurno. In città non esistono strutture diurne per l’accoglienza di quanti trascorrono la giornata in strada, perché barboni o senza fissa dimora. «Qualche anno fa c’era un progetto che doveva essere finanziato dalla Regione per l’apertura di uno spazio all’interno della stazione – spiega Giovanni Pieraccini – Sul posto avevamo fatto anche un sopralluogo con i responsabili delle ferrovie. Ma la cosa al momento, nonostante le sollecitazioni alla Regione, non parte. In Italia ci sono esperienze simili, una fra tutte quella di Torino. Il progetto – continua Pieraccini – prevedeva uno spazio da far usufruire ai senzatetto nelle ore diurne, dotato di una postazione internet e la presenza di un paio di operatori debitamente formati. Internet vuol dire essere connessi col mondo, questo permetterebbe ai fruitori di poter mantenere i rapporti con la famiglia se lontana e cercare, ad esempio, le varie proposte di lavoro con l’orientamento offerto dai due operatori».

Barboni e senzatetto. A Prato l’aiuto per i poveri arriva, oltre che dalla Caritas, dall’associazione “Giorgio La Pira” dove ci sono la mensa e il dormitorio maschile.

Elena Pieralli è la presidente dell’associazione. Che fa subito una distinzione fra barboni e i senzatetto. «I primi – spiega – sono quelli che vivono per strada, girano con buste contenenti tutto quello che hanno. A volte parlano da soli e trascorrono la notte fra i cartoni che si portano appresso. Per senza tetto si intendono i senza fissa dimora, diversi dall’altra categoria. Per la questione della biblioteca – aggiunge Pieralli - condivido le parole di Franco Neri, credo ci voglia comprensione e tolleranza anche se con rigidità. Il gruppetto che trascorre alcune ore del giorno in biblioteca cerca ancora di vivere nell mondo con un po’ di dignità. Magari leggendo un giornale o passando un po’ di tempo al riparo dal freddo. Non sono barboni, cercano di trascorrere parte della loro giornata leggendo un quotidiano che non possono permettersi. E questo senza dare fastidio a nessuno».

Anche la presidente della Caritas diocesana, Idalia Venco, è sulla stessa lunghezza d’onda di Elena Pieralli: «Ci possono essere persone che vivono momenti di difficoltà – dice – e che non hanno la possibilità di avere internet e utilizzano la Lazzerini per cercare qualche annuncio di lavoro sui siti».

L’Associazione La Pira. La mensa “La Pira” non conosce sosta e ogni giorno offre da mangiare ai poveri.

C’è anche l’asilo notturno: «Chi è ospite del dormitorio - spiega Pieralli - deve farsi la doccia, nel rispetto della propria persona e degli altri compagni di stanza. Inoltre, provvediamo anche a lavare gli abiti di chi dorme qui».

Tutto questo in maniera gratuita. Come gratuito è il servizio offerto da un gruppo di parrucchieri pratesi che periodicamente si mette a disposizione per sistemare i capelli agli ospiti dell’associazione.

Azelio Biagioni

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