Il Tirreno

Prato

Meningite, in centinaia per la profilassi

di Alessandra Agrati
Meningite, in centinaia per la profilassi

Stazionarie le condizioni della donna di 27 anni che ha contratto il ceppo C. Fedi lancia un appello per le vaccinazioni

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PRATO. Restano stabili le condizioni della 27enne che giovedì mattina è stata ricoverata al Santo Stefano per aver contratto il meningococco di tipo C. Intanto gli ambulatori del dipartimento di prevenzione, anche ieri mattina, sono stati presi d'assalto: alle 7,40, venti minuti prima dell' apertura, c'erano almeno quindici persone in coda che si sono presentate spontaneamente. Il picco delle presenze si è registrato intorno alle 11. In via Lavarone si va per chiedere informazioni ed, eventualmente, sottoporsi alla profilassi, che per gli adulti è una mono dose di antibiotico sotto forma di pastiglia. Tra mercoledì e giovedì le persone sottoposte alla profilassi sono state 200. «Sono venuta qui – spiega Keshia – perchè ero al Naif, alla festa degli orfani dello Zero6 insieme ai miei genitori. Grazie a quella donna ora devo fare la profilassi e il vaccino. Un regalo della Befana in ritardo». Con lei c'è anche Giulia, più rassegnata. «Se va fatta la profilassi la faccio, e anche il vaccino. E' stata una vera e propria sfortuna essere al Naif quella sera. Meno male che la coda scorre abbastanza velocemente». Con loro un' amica che, invece, non è intenzionata a farsi il vaccino. «Posso tollerare la profilassi, ma il vaccino no. Non voglio nel mio corpo il virus della meningite, sotto nessuna forma». Invece, Aldo Fedi responsabile del dipartimento di prevenzione, lancia un appello per le vaccinazioni, unico modo per cercare di combattere il contagio. Gli appuntamenti si possono prendere solo per telefono, ma nella giornata di ieri il numero 0574805990 del dipartimento centrale è andato in tilt per troppe richieste. «I tempi per avere un appuntamento - rassicura Fedi – sono veloci: fine marzo per Prato, fine gennaio, inizio febbraio per gli altri distretti dei comuni della provincia, a cui ci si può rivolgere anche se non si è residenti». Ad oggi sono state somministrate 14.500 dosi di vaccino nelle sedi dell’Azienda Sanitaria e dai medici di medicina generale che hanno collaborato fattivamente alla campagna vaccinale. Secondo le stime la popolazione a cui è consigliato di vaccinarsi è di 70 mila persone (età compresa fra gli 11 e i 45 anni). Nonostante le richieste, aumentate negli ultimi giorni, Fedi assicura che ci sono scorte sufficienti di fiale. Chi ha paura di essere stato contagiato è comunque disposto a tutto per tornare a dormire sonni tranquilli. «Anche se c'è da aspettare quattro ore – spiega Carla Frangi – io non mi muovo da qui. Ho troppa paura di essermi ammalata. Ero nella discoteca all' Osmannoro. Non conosco quella donna e avrei potuto aver ballato vicino a lei per tutta la sera». Preoccupazione anche per i clienti dell' Universo. «Non sono stato in palestra nei giorni a bollino rosso – spiega Francesco Castelli – ma appena ho sentito la notizia ho chiamato il mio medico che mi ha consigliato di fare il vaccino, non la profilassi perché non ho avuto contatto diretto con la contagiata». L'ambiente della palestra, a differenza di quello della discoteca, è meno rischioso perché c'è più spazio per muoversi e i corpi non stanno a stretto contatto. La meningite, spiega in una nota Asl, si trasmette per contatto diretto da persona a persona attraverso la via respiratoria. Il meningococco vive pochi minuti al di fuori dell’organismo e quindi la malattia, in genere, non si diffonde facilmente. Per questo motivo nessuno dei luoghi frequentati dalla contagiata è stato sottoposto a disinfestazione.

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