Il Tirreno

Prato

Il Pecci riparte dalla Fine del vecchio mondo

di Riccardo Tempestini
Il Pecci riparte dalla Fine del vecchio mondo

È il nome della mostra che inaugurerà, il 16 ottobre, il nuovo museo ma prima l’allestimento comparirà on line

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PRATO. Domenica 16 ottobre 2016 il nuovo Centro Pecci aprirà i battenti con "La fine del vecchio mondo". A confermare data e titolo della grande mostra inaugurale è il direttore Fabio Cavallucci, soddisfatto per l'inizio dei lavori, per il 15 settembre prossimo, annunciato l’latro giorno dall'amministrazione comunale.

E per la prima volta al mondo, una mostra verrà discussa e presentata molto prima dell'inaugurazione, con l'elenco e descrizione delle opere visibili prima del vernissage sul nuovissimo sito del Centro Pecci, al via tra pochi giorni.

«Sarà una metodologia del tutto nuova, in pratica costruiremo la mostra sul sito- spiega Cavallucci- perché i curatori e gli artisti potranno interagire con la gente, sempre attraverso il web, un vero e proprio laboratorio, work in progress, magari, arrivando perfino a modificare percorsi e opere».

Prosegue così la linea culturale voluta da Cavallucci, sempre finalizzata al «maggior coinvolgimento dell'"utenza», com'è stato in quest'ultimo anno e mezzo di attività del Centro Pecci.

«Siamo il museo chiuso che ha prodotto il maggior numero di eventi, conferenze, dibattiti, non solo artistici ma anche politici e sociologici allestiti nella nuova sede ma anche fuori com'è accaduto per il primo Forum dell'arte contemporanea - afferma il direttore del Pecci - ma da fine febbraio, dovremo interrompere questo tipo di programmazione per dedicarci completamente all'inaugurazione. Ma non del tuto, perché saremo l'unico muso chiuso italiano ma con un'attività incessante via web».

Cavallucci si sofferma sulla mostra inaugurale, incentrata sulla fine di un'epoca, con un'ampia riflessione sui grandi cambiamenti del nostro tempo: società, potere, territori, migrazioni, identità, presentati in apposite sezioni all'intero del museo.

Ma a proposito di territorio, visto che il centro Pecci è l'unico museo regionale di arte contemporanea, verranno allestite in vari spazi di Prato, una serie di installazioni, curate dalle gallerie della toscana, così come verrà ampliata la presenza delle opere della Collezione permanete in sedi e luoghi privati e pubblici della città.

Tornando al calendario dei lavori, soddisfazione anche per l'assessore ai lavori pubblici Valerio Barberis. «L'iter burocratico procede come programmato e si concluderà entro febbraio con l'assegnazione dell'ultimo lotto, anche grazie al fattivo rapporto con la Regione». I lavori sono divisi in tre lotti, i primi due a carico del Comune, il primo per la sistemazione della parte esterna a verde, con una spesa di 540 mila euro, mentre il secondo lotto prevede una spesa di 560 mila euro. Il terzo lotto invece per un importo di 1 milione 770 mila stavolta tutto a carico della Regione, verrà impiegato per la risistemazione del vecchio edificio disegnato da Italo Gamberini. Il tutto verrà ultimato entro il 16 ottobre 2016, per "La fine vecchio mondo".

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