Sicurezza
Padre accusato di aver abusato dei due figli per anni
Il racconto della ragazza: «Entrava in camera nella notte» Sentite la mamma e la nonna. Il fratello si è suicidato
PRATO. «Mi avvolgevo le lenzuola intorno al corpo in modo che creassero una barriera e lui non potesse toccarmi». A raccontare anni di molestie in aula una giovane donna. E il "lui" in questione non era un uomo qualunque per lei ma suo padre. L'uomo, in base all'accusa, avrebbe molestato i due figli adottati quando avevano 4 e 8 anni.
A raccontare in aula anni di violenza fisica e psicologica, in Tribunale a Prato, la ragazza che ha ripercorso grazie alle domande del pubblico ministero Laura Canovai e dell'avvocato della difesa la propria infanzia trascorsa custodendo questo terribile segreto. I due bambini, che vivevano all'estero con i genitori, non ne avevano neppure mai parlato tra loro e la vicenda in tutta la sua drammaticità sarebbe venuta fuori, sempre in base a quanto riferito dalla ragazza, molti anni dopo quando ormai adolescente al ritorno da un lungo periodo trascorso a Prato, dai nonni, per studiare in una scuola italiana, avrebbe appreso che la madre e il padre si erano separati.
«Mamma sei sicura che non tornerà più?», avrebbe chiesto la ragazza per poi raccontare che quel padre l'aveva fatta oggetto, per notti e notti, di attenzioni troppo intime per un rapporto tra padre e figlia. Un racconto a cui poi si sarebbe sommato quello del fratello e i cui contenuti la ragazza ha riferito in aula. L'uomo avrebbe toccato la piccola nelle parti intime già dopo una settimana dall'arrivo in Italia, con un'adozione internazionale. «Quando arrivammo dormivamo nel lettone con la mamma - ha detto al giudice con il distacco sufficiente a ricostruire quanto denunciato anni prima - e, a una certa ora, lui ci prendeva in braccio per portarci nella nostra stanza. Nel tragitto mi palpeggiava. Io dopo due, tre volte smisi di farmi prendere in braccio e tornavo a letto da sola». Un cambiamento di abitudini che non avrebbe salvato i ragazzini. La notte il padre aveva infatti l'abitudine di raggiungerli in camera e qui toccarli nelle parti intime. «Non ci eravamo mai detti nulla tra noi - ha raccontato la ragazza - ma io e mio fratello mettevamo bottigline di vetro e rotoli di carta vicino alla porta in modo che lui facesse rumore entrando sperando che si dissuadesse. Io ho sempre fatto finta di dormire poi, una volta, le molestie sono diventate ancora più pesanti e il giorno successivo, avevo 12 anni, mi sono ribellata. Lui ha cominciato, credo, a temere le mie reazioni e ha smesso».
L'uomo che non era presente in aula per un problema di salute avrebbe smesso con le violenze fisiche ma non con quelle verbali. «Mi offriva cioccolata o serate da Mc Donald in cambio di favori. Io però ho sempre rifiutato da quel momento. Lui si strusciava, mi chiedeva se facessi sesso con i ragazzi e cosa mi piacesse. Si chiudeva anche per ore nello studio guardando film porno di ogni tipo. Tutto accadeva mentre mamma era al lavoro. Mi tormentava».
Il padre infatti avrebbe avuto sempre lavori saltuari e rimaneva a casa coi figli mentre era la madre ad avere un lavoro stabile, a volte due, con cui pensava alle necessità della famiglia. La donna faceva anche turni di notte e questo avrebbe lasciato campo libero all'uomo. Una volta la ragazzina scrisse una lettera alla nonna, lasciandola sul comò, per raccontare che il padre «faceva cose che non doveva fare». Aveva 10 anni e in vacanza proprio a casa dei nonni, si era consumata una delle violenze più pesanti. Quando la nonna la chiamò per chiedere cosa intendesse con quelle parole (la lettera è stata letta durante l'udienza) lei ritrattò tutto, dicendo che aveva scritto quella lettera perché era arrabbiata col padre. «Non preoccuparti, non prendermi sul serio», rispose alla nonna che la chiamò.
Oltre alla ragazza è stata sentita anche la nonna e nelle udienze precedenti la madre «mi è caduto il mondo addosso, tutto avrei immaginato ma mai che l'uomo con cui sono stata sposata 27 anni avesse fatto quelle cose ai nostri figli. Il ragazzo non ce l'ha fatta a superare tutta questa sofferenza, si è suicidato».
Nelle prossime udienze testimonieranno i periti e poi sarà sentito il padre.
Ilenia Reali
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